«Scuole fantasma» nel Cilento, notificati avvisi conclusioni indagini per 132 indagati

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«Scuole fantasma» nel Cilento, notificati avvisi conclusioni indagini per 132 indagati

Notificati gli avvisi di conclusioni di indagini preliminari per i 132 indagati nell’inchiesta “scuola fantasma” dei fratelli Vissicchio. Gli indagati entro 20 giorni dalla notifica dell’atto possono presentare nomine e produrre documenti. Scaduto il termine, l’autorità giudiziaria potrebbe richiederne il rinvio a giudizio. Tra i difensori, su nomina, c’è l’avvocato Benedetta Sirignano e l’avvocato Lorenzo Margiotta. Gravi le imputazioni: per i Vissicchio l’associazione a delinquere, perché, secondo quanto emerge dalle indagini, si sarebbero associati tra loro organizzando una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffa pluriaggravata e continuata ai danni dello Stato e del ministero dell’Istruzione, in più sono indagati per falso ideologico e materiale commessi in qualità di pubblici ufficiali in atti pubblici oltre che poer interruzione del pubblico servizio. Per numerosi docenti che prestavano servizio nelle scuole cosiddette «fantasma», sono stati ascritti i reati di interruzione del servizio pubblico, falso ideologico e truffa aggravata poiché, sempre secondo le indagini, avrebbero falsificato i registri di classe con penne cancellabili, e sarebbero risultati assenti durante le perquisizioni della Guardia di finanza.

Il complesso meccanismo «truffaldino» adottato prevedeva il sistematico utilizzo da parte dei docenti di “penne cancellabili” per l’annotazione delle assenze e delle lezioni sui registri di classe, in modo tale da poter successivamente consentire l’“aggiustamento” delle registrazioni in segreteria, per evitare che gli studenti superassero il tetto massimo di assenze per essere ammessi alle classi successive, ovvero agli esami di stato finali. L’invio delle tracce relative alle prove di verifica programmate tramite il servizio postale agli studenti fuori sede, la sistematica falsificazione dei certificati di idoneità al quinto anno degli studenti, che venivano successivamente ammessi agli esami di Stato in assenza dei previsti requisiti, la fittizia iscrizione di numerosi alunni alle classi intermedie, che sono risultati effettivamente ignari della loro “partecipazione” quotidiana alle lezioni, necessaria per dimostrare il completamento dei corsi di studi presso gli istituti paritari. Addirittura, dall’incrocio dei dati è emerso che tra gli studenti falsamente iscritti al corso di scuola superiore vi era una persona che aveva conseguito solo la licenza elementare. Inoltre, dalle innumerevoli audizioni è emersa anche la falsificazione di certificati di servizio rilasciati al personale amministrativo in cambio della somma di 5mila euro per attestare la fittizia prestazione del servizio per 4 anni scolastici, idonea per l’illegittima attribuzione di punteggio per l’immissione in ruolo nelle scuole pubbliche, la mancata corresponsione degli stipendi ai docenti, che accettavano di firmare le buste paga pur non percependo alcun compenso, al fine di poter conseguire il punteggio per l’inserimento nelle graduatorie.

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Twitter @MariannaVallone

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