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Feola: “Servono 30 milioni di euro per fronteggiare emergenze”

di Vincenzo Di Santo

 

 

 

 

 

 

 

 

riceviamo e pubblichiamo:

Trenta milioni di euro: a tanto ammonta la stima dei primi interventi, che si rendono necessari per far fronte in maniera risolutiva alle moltissime criticità che interessano l’intero territorio salernitano.
E’ quanto è emerso dal summit tecnico-operativo che, su input dell’assessore ai lavori pubblici, Marcello Feola, ha avuto luogo ieri a Palazzo Sant’Agostino, con tutti i sindaci dei Comuni salernitani, il Genio Civile di Salerno, l’Autorità Interregionale Fiume Sele, le Autorità Regionali del Bacino Destra Sele, del Bacino Sinistra Sele, del Bacino del Sarno, l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, l’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, l’Ente Parco Regionale Fiume Sarno, l’Ente Parco Regionale Monti Lattari, l’Ente  Parco Regionale Monti Picentini, la Riserva Naturale Regionale “Foce Sele e Tanagro”, la Riserva Naturale Regionale “Monti Eremita e Marzano”, i Consorzi di Bonifica Agro Sarnese Nocerino, Destra Sele, Paestum Sinistra Sele, Vallo di Diano, il Consorzio Velia per la bonifica del Bacino dell’Alento.
“Con l’apporto collaborativo di tutte le Amministrazioni territoriali, abbiamo redatto un programma di priorità da trasmettere alla Regione Campania perché assuma i necessari atti programmatori e finanziari – spiega Feola – Un atto indispensabile, considerati i recenti eventi alluvionali, che hanno funestato l’intero comprensorio salernitano. Il perdurare di questa condizione emergenziale ci ha spinto ad indire dunque quest’incontro, per poter da un lato inquadrare il problema e dall’altro individuare delle possibili soluzioni tecniche ed economiche per fronteggiarlo e programmare nel tempo la soluzione strutturale e definitiva dei maggiori dissesti presenti sul territorio”.
Dai dati forniti dal settore Lavori pubblici e Viabilità della Provincia, che ha già avviato uno studio sul dissesto idrogeologico presente sull’intero territorio, è emersa infatti la presenza di circa 70 centri abitati interessati da uno o più fenomeni franosi, di circa 100 fenomeni franosi lungo le strade Anas e di circa 250 fenomeni franosi lungo le strade provinciali. A proposito di queste ultime, si evince dallo studio che la maggiore concentrazione dei fenomeni franosi si realizza nell’area cilentana ed in particolare nelle aree del Fiume Sarno e dei Monti Lattari, laddove la fragilità del territorio è messa a dura prova dalla massiccia e continua piovosità dell’ultimo periodo. Allo stato attuale, comunque, sono stati individuati 250 fenomeni franosi di entità significativa e con un livello di rischio elevato, che interferiscono in maniera rilevante con la viabilità provinciale.
“Alla Regione diciamo che è necessario intervenire con immediatezza e tempestività – conclude Feola – prima che intere Comunità restino definitivamente isolate a causa della chiusura delle strade provinciali”.

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