Il Golfo di Policastro e le sue torri

di Redazione

Un poco di storia del nostro Cilento in queste righe scritte da Rocco Vitolo e inviate alla redazione del giornaledelcilento.it. La storia delle Torri Saracene così comuni nel paesaggio costiero da dimenticarci che hanno fatto la storia del territorio.

Sul golfo di Policastro si affacciano cinque centri urbani campani.
Da est abbiamo Sapri, Villammare, che appartiene al comune di Vibonati, Capitello, sobborgo marino di Ispani, Policastro Bussentino, che appartiene a Santa Marina, e infine Scario, frazione di San Giovanni a Piro.
Essi appartengono al territorio del bacino idrografico del fiume Bussento, insieme con altri Comuni dell’entroterra.
Questa costa era difesa da torri poste a breve distanza l’una dall’altra. Ne abbiamo censite dodici lungo il tratto compreso tra Sapri e Punta Infreschi.
Sempre cominciando da est abbiamo la Torre di Mezzanotte e la Torre di Capo Bianco a Sapri, la Torre Petrosa a Villammare, la Torre del Capitello.
 Queste torri furono realizzate a partire dal 1563 per volere del viceré don Pafran de Ribera (Prammatica del 22 aprile 1563) per la difesa delle coste dagli assalti delle flotte dei Turchi.
Le torri di difesa, a pianta quadrata, avevano mura spesse circa due metri, la porta di ingresso, in legno, era rivestita da robuste lamiere. Vi erano tre livelli, collegati da scale: al piano terreno vi erano i magazzini e le stalle, al secondo gli alloggi, al terzo l’artiglieria composta da una colubrina ( una lunga bombarda), due petriere (catapulte) e colubrinelle o manesche (pezzi di artiglieria).
Le torri di avvistamento, invece, erano a base cilindrica ed erano provviste solo di colubrinelle e del necessario per avvertire e comunicare con le altre torri o con i villaggi più vicini (fornaci per comunicazioni luminose o con fumo).

Le foto hanno le didascalie con i nomi delle località

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