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La Pro loco lancia l’allarme: «Pisciotta non ha una via di fuga sicura»

di Biagio Cafaro

Il pericolo isolamento per Pisciotta paventato in ottobre dalla Pro loco locale si sta concretizzando con gli ultimi fenomeni franosi. Le vie di comunicazione del comune costiero si sono ridotte all’osso. Chiusa la strada ex ss 447 in due punti a Rizzico e a San Nicola di Centola, chiusa la ‘Mingardina’ è chiusa anche la sp269 a Mandia.

Ad oggi le uniche vie per raggiungere l’ospedale più vicino, ovvero quello di Vallo della Lucania, restano la strada ss 447 direzione Centola, e una strada interpoderale tra Rodio e ‘Rizzico’, raddoppiando i tempi di percorrenza. Su entrambi i percorsi, però, sono presenti criticità che potrebbero compromettere la viabilità del comune di Pisciotta.

Per questi motivi il presidente della Pro loco di Pisciotta, Nerino Cristiano, ha scritto al sindaco Ettore Liguori e all’assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Salerno per richiedere, come già fatto dall’associazione Fucina Rhodium, «la messa in sicurezza della strada interpoderale che da Rodio collega il ponte di Rizzico-Ascea e della sp257 oltre al posizionamento della cartellonistica stradale indicante il percorso alternativo».

Rizzico «Allo stato attuale la viabilità sia verso Nord che verso Sud risulta gravemente compromessa a causa di due movimenti franosi che già di fatto rendono impossibile il transito ai mezzi pesanti – spiega Cristiano –. In particolare la frana in località ‘Rizzico’ rappresenta sia per la massa di volume in movimento che per il livello di rischio ad essa associato, la più grande emergenza idrogeologica della Provincia di Salerno. L’inesorabile scivolamento verso valle del fronte della frana provoca continue macro fenditure nel piano stradale, oramai fortemente compromesso, ma di fatto continuamente ‘rattoppato’ con inutili stese di asfalto».

Gabella «Il movimento franoso in località Gabella si è intensificato negli ultimi due anni, in corrispondenza di periodi di pioggia molto forti. Negli ultimi mesi il manto stradale si è deformato in modo spaventoso, rendendo arduo il transito ai veicoli. Tale situazione è molto preoccupante, tenendo conto che a tutt’oggi nulla è stato fatto e che il tratto interessato è l’unico percorribile sia per i pullman di studenti che si recano negli istituti superiori di Vallo della Lucania sia per i fornitori che effettuano le consegne di generi di prima necessità».

«Ritengo – conclude Cristiano – che la problematica principale sia la gestione di una eventuale emergenza idrogeologica, che tuttora non può essere affrontata da alcun Piano di Emergenza Comunale, se non viene garantito dagli enti gestori il mantenimento di almeno una via d’esodo sicura» 

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