Sequestro al porto di Sapri, minoranza attacca Del Medico: «Incapace di assumersi proprie responsabilità»

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Sequestrati oltre 2000 metri quadrati del porto di Sapri. Nei giorni scorsi, i carabinieri della compagnia di Sapri, diretti dal capitano Emanuele Tamorri, hanno messo i sigilli al cantiere destinato alla manutenzione delle imbarcazioni. Secondo gli inquirenti, nel cantiere le attività venivano svolte senza alcun rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, dei lavoratori e della salute pubblica. Nell’area posta sotto sequestro sono rimaste bloccate 14 imbarcazioni, tra cui uno yacht e il carro ponte, oltre ad altri mezzi utili per l’alaggio e il rimessaggio. Ma a pesare sulla testa dei responsabili del cantiere sarebbe soprattutto l’accusa di inquinamento ambientale. Pare, infatti, che nell’area sequestrata venivano svolti lavori sulle imbarcazioni presenti e con ogni tipo di materiale. Il tutto, poi, alla fine di ogni operazione, sversato in mare.

«Ancora una volta il sindaco – commenta il gruppo di minoranza consiliare Insieme per Sapri – in una sorta di delirio, mostrando come al solito scarsa considerazione per l’intelligenza dei cittadini e incapace di assumersi le proprie responsabilità, va in cerca di fantasmi cui addossare le responsabilità di quanto sta succedendo in questi giorni al porto».

«I fatti sono di una semplicità unica: – continua il gruppo – la concessione regionale di cui si parla è stata rilasciata ai richiedenti solo in data 15 aprile 2013 dopo una lunga corrispondenza con l’attuale amministrazione che al di la di inefficaci dichiarazioni di principio, non provvedeva a mettere in piedi per l’area un progetto serio e a reperire i fondi per il pagamento della concessione demaniale. Davvero non si capisce allora cosa c’entri nella vicenda la vecchia amministrazione che da oltre due anni è lontana dalla gestione della cosa pubblica. Si tratta di una puerile strategia già vista in occasione del sequestro della discarica – continua il gruppo di minoranza – che mira alla mistificazione della realtà e a far dimenticare ai cittadini che da tempo ormai lui è l’unico responsabile delle cose che non vanno in città e che non sono poche».

«Se poi la vogliamo dire davvero tutta e capire le diverse posizioni in campo – rincara la dose il gruppo – basta dare una occhiata alle delibere di G.M. 169/05, 190/05, 170/06 (giunta Del Medico) nelle quali si sancisce, contrariamente a quanto si asserisce oggi, la ferma determinazione ad aprire la gestione del porto agli stessi privati che oggi si demonizzano. Esiste poi una delibera la N°151 del 2009 (giunta D’Agostino) in cui si sancisce la volontà dell’ente comune ad essere parte attiva nei destini della struttura portuale. Esattamente il contrario di quello che ci si vuol far credere oggi. Tutte le delibere menzionate le alleghiamo per quanti avessero voglia di capire realmente i fatti ma anche a dimostrazione delle capacità di mistificazione di quanti oggi reggono la cosa pubblica. Al sindaco – concludono – va il pressante invito a crescere, ad assumere con dignità la responsabilità di quanto combina, ad evitare di raggirare i propri concittadini e, se ci riesce, a guardare avanti. Questa città non merita tanto squallore».

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