Agropoli, comitato per salvare l’ospedale scende in campo: richiesto incontro con Postiglione

Una serie di interventi, di manovre, di iniziative sono state proposte ed esposte al fine di riaprire o, perlomeno, ripristinare il Psaut di Agropoli.  Dall’aggiunta di quattro posti di unità critica per la stabilizzazione dei pazienti al tentativo di riattivare i servizi di laboratorio analisi e radiologia. Il tutto supportato da un cardiologo ed un radiologo. C’è molta confusione, però, su quello che sembra essere, invece, il destino dell’ospedale. Se il Psaut rimane e persiste, il presidio ospedaliero sembra ritrovarsi nel buio più totale. Un pronto soccorso senza un ospedale, senza dei reparti a disposizione, eppure l’emergenza c’è ed è anche costante. Di fronte a una situazione del genere c’è, però, anche chi vuole farsi sentire con l’intento di ottenere un chiaro quadro della situazione sul futuro che spetta all’ospedale di Agropoli. Giovanni Basile, responsabile del comitato cittadino ‘Salviamo l’ospedale di Agropoli’, scrive: «Dal giorno 01/01/2015 al giorno 01/09/2015 sono transitati presso il Psaut di Agropoli 571 utenti. 571 persone, pur sapendo che presso la struttura di Agropoli c’è il nulla, si sono rivolte al presidio per avere delle cure. Il dato – riporta Basile – esprime tutta la necessità, per il nostro territorio, di avere una struttura efficiente. Di fatto un pronto soccorso attivo è tale se ha dei reparti a supporto. Escludere i reparti (l’ospedale) equivale ad escludere il pronto soccorso. Verrà il momento di discutere il piano ospedaliero e si vedrà. Chi avrà sottoscritto le cambiali politiche con le persone dovrà onorarle. Nel frattempo – continua – ho richiesto un incontro con il Commissario Straordinario Antonio Postiglione dal quale attendiamo una convocazione. Vedremo – conclude il responsabile del comitato –  se è cambiato qualcosa almeno nei rapporti coi territori».

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