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È l’uomo il principale pericolo per le tartarughe. Il Csemm e le caretta cartetta spiaggiate

di Biagio Cafaro

Lo scorso 24 settembre, sulle coste cilentane, sono state liberate 16 tartarughe Caretta caretta. 15 di queste sono state liberate a Pisciotta, in seguito al ricovero presso il centro di recupero, terapia e riabilitazione della Stazione Zoologica A. Dohrn di Napoli. L’altra tartaruga è stata liberata ad Acciaroli si tratta della caretta caretta ritrovata a fine giungo da un pescatore di Acciaroli. Fu battezzata col nome di “Angela”. Anche lei è stata curata a Napoli presso l’Acquario “Anton Dohrn”.

Le tartarughe Caretta caretta più volte hanno fatto la comparsa sul litorale cilentano. A dir la verità, più che altro si spiaggiano sulle nostre coste, infatti notizia di oggi il ritrovamento di una tartaruga spiaggiata a Palinuro.

Nella provincia di Salerno ad intervenire in caso di spiaggiamento di tartarughe marine e cetacei è il Csemm (Centro studio ecosistemi marini) con presidente Gianfranco Pollaro. “Il csemm – spiega una biologa dello staff dell’associazione – interviene in caso di spiaggiamento sia di cetacei che di tartarughe marine, insieme all’asl e alla capitaneria di porto. In seguito l’animale viene trasportato all’istituto zooprofilattico di Portici o di Salerno, dove viene svolto l’esame necroscopico, attraverso il quale è possibile accertare la causa della morte dell’animale”.

D: Ma quali sono i motivi dello spiaggiamento delle tartarughe?
R: “Si ritiene che, in Italia, il 52% degli spiaggiamenti di Tartarughe marine sia dovuto a fattori antropogenici, tra i quali, l’interazione con attrezzi da pesca risulta essere di gran lunga il più diffuso. I palangari e le reti da strascico sono particolarmente pericolosi; i primi sono, infatti, costituiti da lenze ed ami che possono essere facilmente ingeriti dalle tartarughe, causando diversi problemi all’apparato digerente; le seconde, catturando gli esemplari, li costringono a lunghe apnee fino a causarne la morte per annegamento (le tartarughe essendo rettili hanno bisogno di raggiungere la superficie del mare per respirare). Ulteriori pericoli causati dall’uomo alle tartarughe, sono legati alla collisione con imbarcazioni, all’ingestione o all’intrappolamento con vari materiali di origine antropica (spesso si riscontra l’ingestione di materiali plastici, in particolare sacchetti di plastica che ostruiscono l’apparato digerente), al disturbo intenzionale e all’immissione, nell’ambiente acquatico, di sostanze inquinanti”.

D: Quindi è l’uomo il principale pericolo delle tartarughe caretta caretta?
R: “Direi di si e oltre alla pesca sono altre le attività che incidono sulle tartarughe. La sensibilità delle tartarughe marine è legata anche alle loro abitudini riproduttive: per deporre le uova le femmine raggiungono la spiaggia (nelle ore notturne) e i piccoli, una volta nati, sempre di notte, compiono il percorso a ritroso. Queste due fasi sono molto delicate e sono molto suscettibili al disturbo antropico: l’eccessivo ingombro delle spiagge (anche di notte) e l’illuminazione eccessiva delle coste rappresenta un motivo di disturbo per questi animali”. 

D: Si avvistano molte tartarughe lungo le coste del Cilento?
R: È difficile avvistare una tartaruga lungo le coste cilentane, è più facile avvistare i delfini. Anche perché sono animali che vivono molto al largo e si avvicinano alle costa esclusivamente per deporre le uova.
La Campania non è un sito di riproduzione molto utilizzato dalle tartarughe, esse si trovano lungo le nostre coste principalmente per alimentarsi. Ma in passato ci sono stati eventi di nidificazione sulle coste del Cilento, come ad agosto del 2010 a Camerota. Si tratta comunque di eventi sporadici.
In linea di massima le tartarughe Caretta caretta preferiscono il bacino est del mediterraneo per la deposizione delle uova. Questo fatto è dovuto ad una serie di parametri chimico fisici dell’acqua.

D: Ci racconti un caso di spiaggiamento di una tartaruga.
R: Nel mese di agosto del 2010 si è verificato un caso di spiaggiamento di tartaruga a Casalvelino. L’animale è stato ritrovato, già deceduto, impigliato nelle reti, da un pescatore del posto. Il pescatore ha trasportato l’animale nel porto ed ha allertato la capitaneria di porto. Il giorno seguente è stato svolto l’esame necroscopico che ha evidenziato lesioni interne riportabili ad un trauma da impatto.

Un particolare. Le tartarughe caretta caretta tendono a nidificare sulle spigge dove sono nate. Di solito la maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 25 anni. “E’ importante mantenere le spiagge intatte perché i piccoli nati sulle spiagge cilentane torneranno probabilmente a depositare le uova sulle stesse spiagge”. 

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