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La denuncia di Legambiente: «In Campania solo una scuola su dieci è antisismica»

di Biagio Cafaro

Più ombre che luci per le scuole campane secondo il rapporto annuale sulla qualità dell’edilizia e dei servizi scolastici di Legambiente. Una situazione, quella campana, che in graduatoria vede Benevento seconda città del sud dopo Lecce e Napoli prima tra le grandi città del sud, Avellino in crescita rispetto allo scorso anno anche grazie a dati più dettagliati, Caserta e Salerno nella seconda parte della classifica.

Dati allarmanti In Campania nessun edificio risulta costruito secondo i criteri della bioedilizia, l’85,6% è posto in aree a rischio idrogeologico. Solo l’8,4% risulta costruito secondo criteri antisismici, nel 31,1% è stata effettuata la verifica di vulnerabilità antisismica a fronte di un 100% di edifici posti in aree a rischio sismico. Alto il dato sulla necessità di interventi di manutenzione urgente (51,8%), 37,6% quello medio nazionale, molto bassa la media degli investimenti per la manutenzione straordinaria con € 5.481 per ogni edificio scolastico (€ 29.946 la media nazionale) e per quella ordinaria, con € 3.040 contro € 8.808. In totale si registra una crescita poco significativa d’investimento in Campania dove un edificio su due risulta necessitare di interventi urgenti.

Questa la sintesi dell’Ecosistema Scuola 2013 , l’indagine di Legambiente sullo stato di salute dei 523 edifici scolastici campani frequentati da circa 123mila studenti presenti nei 5 capoluoghi di provincia.

Buoni i dati sulle certificazioni degli edifici, tutti sopra la media nazionale: l’86,5% possiede il certificato di collaudo statico, il 92,2% quello di agibilità, il 99,2% la certificazione igienico sanitaria, il38% di prevenzione incendi, il 93,7% impianti elettrici a norma. Sotto la media nazionale (82,3%), il dato sugli edifici con i requisiti di accessibilità (64,2%). Rispetto ai dati sulle buone pratiche e i servizi messi a disposizione delle scuole: negativo il servizio di scuolabus (9,5%).

Più ombre che luci per il servizio mensa, a fronte di un 100% di mense in cui vengono distribuiti pasti biologici, in nessuna vengono somministrati pasti interamente biologici, solo del 20% la media di prodotti biologici. Nel 70,6% delle mense vengono utilizzati piatti in plastica/carta, contro il 34% della media nazionale; solo l’1,9% dispone di cucine interne, 22,3% la media nazionale, il 15,5% somministra acqua del rubinetto, contro il 50,1% del dato medio nazionale. Ottimi i dati sulla differenziata che vede dati pari o vicini al 100% per tutti i materiali. Sotto la media il parametro sulle fonti di energia rinnovabile che risultano presenti solo nel 3,5% degli edifici scolastici, contro un dato nazionale del 13,5%. Buono il dato sul monitoraggio dell’amianto che risulta effettuato in tutti gli edifici scolastici, sotto la media il monitoraggio del radon (25%).

«Ecosistema scuola si propone come uno strumento di sensibilizzazione e informazione sociale, ma anche come stimolo politico, affinché l’edilizia scolastica diventi ambito prioritario d’investimento su cui puntare. Ancora oggi non esiste un monitoraggio complessivo e sistematico dello stato di sicurezza delle scuole italiane – dichiara Valentina Onesti, responsabile settore scuola Legambiente Campania – Per questo chiediamo che venga al più presto realizzata l’anagrafe dell’edilizia scolastica che attendiamo dal 1996, anno dell’entrata  in vigore della legge 23 che la istituiva e che venga data la possibilità agli enti locali di operare in deroga al patto di stabilità per investire sulla messa in sicurezza delle scuole stesse. Il nostro studio ha come obiettivo sensibilizzare e informare ma soprattutto rappresenta uno stimolo politico affinché l’edilizia scolastica pubblica divenga terreno di riqualificazione e gestione di un’edilizia di eccellenza, attenta alla sostenibilità e alla vivibilità anche formativa dei luoghi democratici dove ogni giorno vivono centinaia di migliaia di studenti».

Le città Dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2013 buona la posizione di Napoli (37º) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (27º) e Benevento (31º) sono le prime città del sud nella graduatoria generale. Nello specifico a Napoli su 389 edifici scolastici di competenza comunale, solo nel 30% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica, mentre solo 14 edifici sono stati realizzati secondo criteri antisismici. Tutti gli edifici hanno il certificato di collaudo statico, il certificato di agibilità e hanno effettuato prove di evacuazione. Centosessanta edifici scolastici sono dotati di giardini e area verde fruibile, mentre solo 34 sono dotati di biblioteche per ragazzi. Sono 152 gli edifici con certificato di prevenzione incendi. In tutti gli edifici napoletani si pratica la raccolta differenziata e in tutte le mense sono servite da pasti biologici. Solo due edifici utilizzano fonti rinnovabili, mentre il 100% degli edifici scolastici hanno una rete wifi. Nel capoluogo salernitano il monitoraggio è stato effettuato su 48 edifici scolastici di competenza comunale frequentati da oltre 12mila ragazzi. Solo 13 edifici sono stati costruiti secondo criteri antisismici, mentre solo su un edificio è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica, il 66% hanno certificato di prevenzione incendi, solo in uno hanno effettuato prove di evacuazione. In tutti gli edifici si pratica la raccolta differenziata, in 36 scuole si servono pasti biologici, basso utilizzo di fonti d’energia rinnovabile, con un edificio servito da solare termico, 2 da solare fotovoltaico.

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