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Emergenza viabilità, ‘La grande Lucania’: «La Provincia ha partorito un topolino»

di Biagio Cafaro

Il Cilento continua a franare e con esso si moltiplicano i disagi per quanto riguarda la viabilità. A seguito di una delle decine di frane esistenti ed in corso di formazione sulla strada provinciale 16, riguardante il tratto Sapri-Caselle in Pittari, avvenuta tre mesi fa al km 1+300, finalmente il giorno 28 febbraio 2014 l’amministrazione provinciale di Salerno l’ha restituita al traffico veicolare ad eccezione di pullman e mezzi di locomozione di grosse dimensioni.

Questa strada è stata resa percorribile nei due sensi di marcia in forma ristretta di carreggiata e per un tratto di circa 20 metri.
Intervento che non ha soddisfatto tutti, infatti Luciano Ignacchiti, segretario generale associazione nazionale ‘La Grande Lucania’ ha dichiarato: «L’intervento effettuato, certamente ispirato al massimo risparmio di spesa, fa tuttavia permanere le stesse condizioni di rischio. Infatti, è stato posizionato, a protezione, semplicemente un guard-rail a valle su di un cordonetto di cemento».
«Il disagio avvertito ed il danno economico prodotto nei tre mesi d’interruzione sono incommensurabili, sia per le attività produttive di reddito che per quelle dei servizi sociali. Il tutto non trova giustificazione, o meglio comprensione, rispetto all’intervento eseguito dopo tanta attesa» continua Ignacchiti.

«Ulteriore danno è stato causato alle già precarie condizioni stradali dei percorsi secondari comunali utilizzati durante l’impedimento al traffico su detta strada provinciale, causando anche alcuni incidenti d’impatto tra i mezzi usati» prosegue il segretario.
«Lo scandalo posto in evidenza è: necessitavano tre mesi per partorire il topolino oppure si poteva effettuare il parto cesareo in una sola giornata per ottenere lo stesso risultato? Si ha motivo di criticare quanto eseguito o dobbiamo ringraziare la Divina Provvidenza per quanto ottenuto, considerata la particolare situazione socio- politico-amministrativo-economica esistente?». Questi gli interrogativi che si pone Ignacchiti.

«Ai posteri l’ardua sentenza ed un Grazie a chi ha pressato gli organi preposti alla soluzione del problema. Ricordo a me stesso ed a chi mi legge che questa strada provinciale, prima dell’apertura della Bussentina avvenuta negli anni ’70, era un’arteria principale tenuta protetta e continuamente manutenzionata; era arginata con siepi di rosmarino dal profumo mediterraneo; oggi, abbandonata a se stessa, ai margini sottostanti è divenuta una pattumiera a cielo aperto, così come la Bussentina. Pertanto, invito le autorità preposte a verificare la veridicità di quanto asserito con assunzione di responsabilità» conclude il segretario de ‘La grande Lucania’.

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