Strage di Genova: «grande tragedia». Fortunato: «Più passa il tempo più si affievoliscono le speranze»

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Sette persone sono morte, quattro ferite e due risultano disperse. A distanza di quasi 24 ore dalla sciagura, questo è il tragico bilancio dell’incidente avvenuto martedì sera intorno alle 23 nel quale una nave portacontainer si sarebbe schiantata contro il molo Giano nel porto di Genova, provocando il crollo della torre di controllo dei piloti.

Nella torre, al momento dell’impatto, c’erano 13 persone tra cui dieci militari della guardia costiera. Uno dei dispersi è il maresciallo Francesco Cetrola, militare originario di Santa Marina, comune del golfo di Policastro. Manca all’appello insieme al sergente Gianni Jacoviello, 37 anni, della Spezia.

La madre del sottufficiale cilentano è partita all’alba da Santa Marina per recarsi a Genova. «Siamo tutti addolorati per quello che è accaduto – ha commentato il sindaco Dionigi Fortunato – Purtroppo più tempo passa e più si affievoliscono le speranze di trovarlo in vita».

Intanto i compaesani di Francesco si sono stretti intorno al dolore dei familiari. «Preghiamo per il nostro Francesco – hanno commentato i cittadini di Santa Marina – E’ una tragedia che ci sconvolge. Uniamo tutti le nostre preghiere».

LA CRONACA DELLA GIORNATA

Al porto di Genova continua senza tregua, da quasi 24 ore, il lavoro di vigili, soccorsi, sub e guardie costiere per liberare la banchina da ciò che resta della torre di controllo, una struttura in cemento alta oltre 54 metri, colpita in pieno dalla poppa della porta container Jolly Nero, un gigante lungo 240 metri della compagnia Messina e dal peso di oltre 40mila tonnellate.

Tra le vittime finora accertate c’è Daniele Fratantonio, guardia costiera di 30 anni di Rapallo; il sottufficiale Davide Morella, 33 anni di Bisceglie, militare della Capitaneria di porto di Genova; Michele Rabazza, 41 anni di Livorno, del corpo piloti di Genova, sposato e padre di due bambini; Sergio Basso, 50 anni, genovese dipendente della Rimorchiatori Riuniti dove aveva le funzioni di ‘torrista’; Marco De Candusso, 35 anni, ex comandante del porto di Lavagna, sposato e padre di un figlio di 13 anni; Giuseppe Tusa, il sottocapo di seconda classe, 30enne originario di Milazzo; Maurizio Potenza, 56 anni, telefonista.

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