Vallo della Lucania, Bruno: «Io il prossimo sindaco»

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Vallo della Lucania sta esprimendo uno scenario politico sempre più movimentato. Il sindaco Aloia perde pezzi e nella cittadina nascono comitati cittadini come “La nostra Piazza” che ha espresso dubbi sulla riqualificazione della piazza Vittorio Emanuele cuore e simbolo di Vallo della Lucania. Tra i promotori del comitato Antonio Bruno, al quale il Giornale del Cilento ha posto alcune domande sull’attuale situazione politica di Vallo della Lucania.

D: L’amministrazione è intenzionata a rimodernare la piazza, quali sono dubbi del comitato “La nostra Piazza”?

R: Da parte nostra non c’è alcun pregiudizio nei confronti della riqualificazione. È lecito però non fidarsi e approfondire alcuni aspetti. Quello che intendiamo fare con l’invito a un pubblico confronto, è, in sostanza, quello che aveva promesso di fare la lista “Leali per Vallo” in campagna elettorale: partecipazione dei cittadini e trasparenza. Il concorso d’idee era una buona soluzione, ma, probabilmente, non garantiva il finanziamento dell’opera. Aspettiamo, in ogni caso, di confrontarci con il sindaco Aloia.

D: Il comitato contesta quindi la chiusura dell’amministrazione attuale nei confronti dell’opinione pubblica, un po’ come è successo anche per il Polo ecologico?

R: L’amministrazione Aloia è in grande difficoltà, più che della sua chiusura nei confronti dell’opinione pubblica, parlerei di profonda delusione da parte dei cittadini vallesi che hanno votato la lista “Leali per Vallo”. L’amministrazione Aloia è “reazionaria” e rappresenta la conservazione a tutti gli effetti. Nessuna svolta politica e nessuna forma di innovazione nei metodi. La vicenda del Polo Ecologico è stata l’occasione del disvelamento: da allora i cittadini vallesi hanno iniziato a capire quanto fosse mistificatorio l’atteggiamento dell’amministrazione in carica.

D: C’è modo di uscire fuori dalla vecchia politica, ovvero da una politica clientelare? Soprattutto si può fare a Vallo della Lucania e nel Cilento, terra che sta perdendo tutti i suoi talenti e i suoi giovani?

R: L’unico modo che conosco è l’esempio. Oggi la politica non può dare molto, eppure si continua a speculare sullo stato di bisogno. Cooperative, banche, società partecipate e politica: è tutto una transazione. Il voto in cambio dell’elemosina, dell’assistenzialismo, dell’umiliazione. Serve un cambio di passo, una nuova coscienza civica e maggiore coraggio da parte dei giovani. Chi ha fame si attiva, chi vuole il “posto” può aspettare la concessione. Ma deve aspettare molto, perché la linea politica dell’amministrazione vallese in questo momento è abbastanza chiara: prima a noi e poi nuovamente a noi.  Bisogna liberare il merito, creare le condizioni per poter lavorare. Dalle Aree PiP ai rifiuti, dalle politiche sociali all’urbanistica: a Vallo si ragiona come 20-30 anni fa, ma il mondo è cambiato e questo modo di fare politica non solo non è sostenibile ma i fatti ci dicono che è stato anche fallimentare.

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D: Qual è l’alternativa che propone Antonio Bruno?

R: Innanzitutto bisogna lavorare alla formazione di un gruppo di “volontari civici”: cittadini disposti a candidarsi ad amministrare il nostro comune per dare qualcosa a Vallo e non per ricevere. Lavorare su una visione di sviluppo della nostra comunità, a partire dal rapporto con i comuni del comprensorio fino ad arrivare a una ridefinizione delle priorità: in ogni campagna elettorale si parla di sanità. E’ ora di voltare pagina e di chiudere la stagione dei Sindaci-Medici, perché oltre alla sanità c’è un mondo che merita attenzione e una comunità che ha diritto di essere amministrata e non  sottomessa alla logica della politica del bisogno. Comunque, sulla questione seconda Asl, serve unità d’intenti. Le fughe in avanti e le trattative personali e senza la necessaria “forza politica” alle spalle possono essere deleterie per la causa. Su queste basi credo di poter aggregare una squadra competitiva, capace di vincere le elezioni e di governare il cambiamento.

D: E’ una proposta di candidatura a sindaco di Vallo della Lucania? Quale sarebbe il seguito a tale proposta da parte dell’opposizione e della popolazione vallese?

R: Candidarmi a Sindaco? Andreottianamente parlando, “so di essere di media statura ma non vedo giganti intorno a me”. Per me la Politica non è improvvisazione e credo di essere pronto. Ovviamente è prematuro parlarne, ma la mia disponibilità c’è. Diffido dai predicatori del “non cambierà mai niente”, sono loro i nemici del cambiamento.

D: Vallo della Lucania è pronta a tale cambiamento?

R: Ribalto la domanda e dico: Vallo è disposta a continuare con l’attuale modo di fare politica? I cittadini vallesi sono soddisfatti? Vallo da troppo tempo è “gestita” da poche famiglie che non hanno  cognizione di cosa significhi non lavorare, essere sfruttati, non potersi realizzare, non poter vivere dignitosamente. E’ ora di far girare la ruota. La Vallo dei “poteri forti” probabilmente non vuole il cambiamento – basta vedere chi e cosa rappresenta l’Amministrazione in carica – ma noi parleremo al popolo. Basta con la cultura del “lamento”, ogni cittadino deve fare la sua parte. Non si può più delegare tutto e disinteressarsi completamente.  E’ una battaglia politica difficile, ma io  sono fedele al motto “La Politica delle cose: fai quel che devi, accada quel che può”. 

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