Morti per mano della mafia, quando la Camorra uccide nel Cilento

Il 5 settembre del 2010 il Cilento ha smesso di considerarsi un’isola felice. Quella sera di 5 anni fa moriva uno che il Cilento lo rappresentava, moriva Angelo Vassallo. Sospetta matrice camorristica. Da allora di mafia se ne è parlato, forse con un po’ di consapevolezza ed un briciolo di paura in più. Ma Angelo non è il solo. C’è Carmela Pannone, uccisa il 24 agosto 1989 ad Agropoli. Carmela aveva 5 anni, probabilmente neanche sapeva cos’era la camorra, ed era colpevole di essere nipote del boss Giuseppe Pannone, anche lui rimasto ucciso nell’attentato. Questa mattina ‘LaStampa’ ha ricordato queste ed altri omicidi mafiosi con un articolo ed una mappa interattiva. Dal 1861 al 2014 1.120 sono gli omicidi (accertati) commessi dalle mafie. Dal nord al sud, ma specialmente al sud. Questo dato fa capire quanto radicate siano tali organizzazioni criminali che, quando non ammazzano, si muovono silenziosamente all’interno del tessuto sociale. Di appena due mesi fa un rapporto della Dia (Direzione investigativa antimafia) lanciava l’allarme. I clan casertani e napoletani starebbero infatti puntando ed investendo nel settore turistico del territorio cilentano per pulire i soldi di provenienza illecita. Un dato che deve far riflettere, la mafia quando entra in casa non bussa alla porta. Sono vicino casa di ogni cilentano i segni evidenti di una presenza prepotente, nelle abitazioni estive sulle rive del mare, nelle colline conquistate, negli arricchimenti improvvisi di amministratori locali che dicono sì alle richieste di collaborazione da parte di non meglio identificati inviati della malavita organizzata. «Il calo di omicidi, e di conseguenza del numero di vittime innocenti, registrato a partire dagli anni 2000 è una falsa buona notizia – si legge nell’articolo de ‘LaStampa’ – La mafia uccide meno ma la sua penetrazione nelle istituzioni rimane profonda, come testimoniano i 130 consigli comunali sciolti per infiltrazione mafiosa negli ultimi quindici anni».

Precisazione per i lettori. La nota testata torinese, nel redigere la sua preziosa mappa interattiva, ha indicato Catona, frazione di Ascea, come luogo dell’assassinio di Carmelo Iannò che fu ucciso dalla ndrangheta nel 1987. L’omicidio è però avvenuto a Reggio Calabria, nel quartiere di Catona. Si tratta di un caso di omonimia fra il paese cilentano ed il quartiere della città calabrese. 

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