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Tragedia ‘Cilentana’: tra ambulanze in corsa, strade e ospedale chiusi e 28 morti dal 2001 ad oggi

di Biagio Cafaro

Poteva essere evitata la tragedia di ieri sera, domenica 9 febbraio, sulla ‘Cilentana’? E’ il primo di una serie di interrogativi che sorgono dopo un incidente drammatico come quello di ieri sera. Quindi il primo pensiero va alla sicurezza della strada e alle criticità che presenta. I morti non si contano più, dal 2001 ammontano a 28, per non parlare della serie infinita di incidenti che si sono ripetuti sulla ‘Cilentana’. Quindi la domanda sulla sicurezza della sp 430, variante alla ss18, strada a percorrenza veloce che in più di un occasione ha presentato problemi, l’ultimo con la chiusura della strada tra Agropoli e Prignano Cilento. Chiusura della strada che ha costretto l’ambulanza diretta all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania di deviare sul percorso alternativo. Ambulanza con a bordo Vito Chechile, morto durante il tragitto. Morta in ambulanza anche Emma d’Auria, diretta all’ospedale di Battipaglia.

Questo fa pensare anche alla chiusura del presidio ospedaliero di Agropoli e quindi la necessità, da parte del 118, di indirizzare le ambulanze presso tre diversi ospedali, ovvero quello di Eboli, quello di Vallo della Lucania e quello di Battipaglia. Con l’ospedale di Agropoli ancora aperto, a due chilometri dall’incidente, ci sarebbe stata qualche speranza? Forse no. O forse si. 

Questi sono tutti interrogativi a cui bisognerà pur dare qualche risposta, a partire dalle istituzioni, quelle che hanno tagliato drasticamente la spesa sanitaria nel Cilento, portando la chiusura dell’ospedale di Agropoli, quelle che hanno ideato e realizzato una strada vitale per il territorio del Cilento, ma con troppe criticità. 

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