Vassallo: l’assenza di risposte, l’omertà, le indagini e il silenzio assordante di Pollica

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Riceviamo e pubblichiamo da un nostro lettore, Mario Tarallo, una riflessione sulla politica locale in relazione all’omicidio del sindaco Vassallo, ucciso il 5 settembre 2010 con 7 colpi di pistola calibro 9. «Sta di fatto – dichiara Tarallo – che non si vedono sforzi in questa direzione; né di partiti, né di sindacati, né di associazioni imprenditoriali o professionali».

La lettera «Il Procuratore Roberti con un’intervista ha riassunto il quadro entro cui si muovono le indagini sull’omicidio di Vassallo. Il lavoro della magistratura, nonostante non sia giunto ancora a conclusioni e sia coperto dal necessario segreto, è l’unica cosa che si percepisce, in fin dei conti; e anche da parte dello stato e delle istituzioni pare non ci sia altro. Su piani diversi da quello investigativo e giudiziario, è difficile, invece, riepilogare le questioni che il delitto ha fatto emergere, le risposte date, e quelle cercate. Il problema si pone in primo luogo sul terreno politico. Esso ha anche un versante economico e sociale, che chiama la responsabilità di altre rappresentanze e soggetti. Sta di fatto che non si vedono sforzi in questa direzione; né di partiti, né di sindacati, né di associazioni imprenditoriali o professionali».

«Si muove solo la Fondazione Vassallo, presieduta dal fratello – si legge ancora – per celebrare la memoria del sindaco ucciso in giro per i comuni d’Italia, soprattutto del centro-nord, come testimonianza di un altro sud. A tale iniziativa è aggregata la ricerca di mercati per i prodotti locali, in particolare in Emilia, e di possibili investimenti della cooperazione nel Cilento. L’una e l’altra cosa vanno bene; per rafforzare un’idea nazionale del paese, la prima, e un’economia più produttiva e sana nel Cilento costiero, la seconda. Sono entrambe fragili, però, se prescindono da un’analisi e da un quadro d’iniziative nei comuni cilentani. L’anno scorso un buon amico della Fondazione Vassallo, che ha avuto parte nella costruzione del gemellaggio con Bologna, (ripeto, l’anno scorso) vedeva rischi di regressione e scriveva: i segni… s’intravedono nell’atmosfera cupa che si respirava nel paese, appena al di fuori… della manifestazione, alla quale ben pochi concittadini hanno partecipato. Qualche giorno fa, il fratello Dario ha rilasciato un’intervista assai più indicativa. Egli, nella sostanza, ha detto che la Fondazione non promuoverà più iniziative a Pollica, vedendovi disinteresse, ostacoli, omertà e copertura degli accordi che si prendevano alle spalle del sindaco ucciso; che l’identità datale da Vassallo è persa, e che gli abitanti del posto finiranno per fare i garzoni di gente venuta da fuori. Non è il caso di aprire una riflessione effettiva, fare un bilancio e capire su cosa lavorare?».

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