Presentata proposta di legge per combattere gioco d’azzardo: Comune di Sapri tra i promotori

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Oltre trecento sindaci, 310 per l’esattezza, sono chiamati a firmare la proposta di legge che è stata presentata mercoledì a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per regolare il gioco d’azzardo. Un’industria, quella della fortuna, che vede l’Italia prima in Europa, con 32 milioni di giocatori (il 54% della popolazione), di cui 800mila patologici acclarati e tre milioni a rischio. Ecco perché i sindaci chiedono che venga fronteggiato il proliferare di macchinette e slot machine.

Servono 7 miliardi, secondo le ultime stime, per curare i malati di gioco, a fronte degli otto che rimangono in tasca allo Stato dopo aver scomputato premi, sovvenzioni e altre spese dagli 88 miliardi di fatturato dai giochi (dato 2012). Nella proposta di legge di iniziativa popolare si chiede, tra l’altro, che i sindaci abbiano potere di decisione sull’apertura di sale da gioco, visto che tra i loro compiti rientrano la salvaguardia e lo sviluppo del benessere dei propri cittadini e conoscendo il territorio meglio di chiunque altro possono sapere dove e come consentire la pratica del gioco.

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La raccolta delle firme parte nei 310 comuni d’Italia che hanno già sottoscritto il “Manifesto dei sindaci contro il gioco d’azzardo”, promosso da Terre di mezzo e Legautonomie. Tra i promotori dell’iniziativa c’è Giuseppe Del Medico, primo cittadino di Sapri, che già dai primi mesi del suo mandato da amministratore, aveva dichiarato guerra ai video poker. «Troppe le famiglie finite sul lastrico», aveva commentato il sindaco che pensò di agevolare con contributi e riduzione delle tasse comunali tutte le attività commerciali che decidevano di dismettere le slot machine, oltre alla creazione di un luogo d’ascolto e d’aiuto per i «giocatori d’azzardo patologici».

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