Camerota, processo ‘usura’: assolto Vincenzo Siani

Tre ore, tanto è durata stamattina al tribunale di Vallo della Lucania la discussione dell’avvocato Franco Maldonato in difesa di Enzo Siani, l’imprenditore di Marina di Camerota finito nel 2012 in un presunto giro di usura. Sono state ore decisive per Siani, che fin dall’inizio ha sempre negato di aver usurato. Stamani la sentenza pronunciata al termine del giudizio con rito abbreviato: assolto in formula piena da ogni accusa, e cioè quella di associazione a delinquere finalizzata all’usura. Davanti al giudice, il legale ha presentato una memoria difensiva in cui ha sottolineato che «Siani non è un usuraio», chiarendo la posizione dell’imprenditore. Trentacinque pagine con tutta la documentazione contabile in cui emerge che i rapporti tra Siani e gli altri 8 indagati sono tutti connotati da forniture di materiale per l’edilizia. Quindi i vari titoli di credito girati e accreditati sui conti dell’imprenditore sono «normali mezzi di pagamento di forniture edili». Elementi già prodotti dall’interrogatorio di garanzia, in cui l’indagato si era difeso spiegando appunto che «i rapporti intercorsi con gli altri accusati sono stati tutti connotati da forniture di materiale per l’edilizia». C’è la posizione di una delle presunte vittime del raggiro che dopo una «transazione con la quale Siani avrebbe retroceduto al denunciante la gran parte degli immobili oggetto delle operazioni contestate», è poi tornata a rifornirsi nel 2011-2012 dall’imprenditore. Circostanza che «smentisce platealmente che sia stato vessato dall’imprenditore», sarebbe inverosimile – si legge nelle memorie difensive – che «sia ritornato dal proprio ‘aguzzino’». Un elemento, questo, che all’epoca degli interrogatori di garanzia gli inquirenti ignoravano perché la persona offesa non ne aveva mai parlato durante le testimonianze che aveva reso agli investigatori.

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