Nuovo murale colora le pareti di Piano Vetrale, affresco realizzato da quattro artisti | VIDEO

A Piano Vetrale, negli ultimi giorni di giugno, è stato realizzato un ulteriore murale a spese della proloco “De Matteis”. L’affresco, che ha richiesto l’impegno di ben quattro artisti, è stato ultimato in tre giorni in piazza Santa Sofia, precisamente dal 26 al 27 giugno.  Antonio Loffredo, Enzo Baldi, Antonino Izzo e Salvatore Damiano sono i pittori che, assieme, hanno dato luogo ad un’ennesima caratteristica opera.

Un’iniziativa, quella dei murales, intrapresa nel 1980 e portata avanti fino ai giorni nostri grazie all’entusiasmo ed all’intuizione dei giovani del luogo, soci della proloco, intenti nel commemorare un illustre compaesano del passato, il pittore “Paolo De Matteis”, nato a Piano Vetrale nel 1962. I murales di Piano Vetrale ornano quasi tutte le case del paese, alcuni, sono realizzati anche su antichi portoni. Personaggi fiabeschi, segni dello zodiaco, riti magici, scende di vita quotidiana e riferimenti storici ad epoche remote e recenti. Un progetto sopravvissuto e portato avanti con l’impegno del Gruppo Arpec (arte per comunicare), un’associazione culturale artistica ambientalista di Castellabate. Le tematiche artistiche si rinnovano con il passare degli anni. Negli anni ’80 s’ispirarono a denunce ecologiste e sociali volte alla valorizzazione della realtà contadina e delle piccole civiltà rurali. Dal 2001, invece, nacque l’idea di raffigurare episodi storici, leggende, usi e tradizioni cilentane. Oggi, i più di 60 murales, costituiscono un patrimonio culturale da preservare e custodire al pari dell’ambiente naturale.

I soggetti del nuovo dipinto, concluso il 28 giugno, sono persone anziane. Agli occhi di tutti potrebbe sembrare una scena di un lontano passato, invece, l’opera riprende un contesto estremamente attuale. Mentre la globalizzazione concede sempre più innovazioni sia dal punto di vista tecnologico che industriale, sopravvivono, nelle piccole realtà campestri del Cilento, tradizioni e culture arcaiche, le quali sembrano non farsi coinvolgere dall’estremo modernismo dell’epoca in cui viviamo.

 

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