Caso Mingardina, cittadini vs politici: «Nel Cilento con il ‘ciuccio’ o l’elicottero»

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Le proposte sul caso Mingardina fioccano come neve. All’attenzione della stampa giungono notizie da più lati, dalla politica e dalla gente comune. La politica locale, provinciale e nazionale, attraverso alcuni suoi esponenti, produce attualmente una serie di proposte in risposta alle emergenze viabilità di cui il basso Cilento è protagonista. L’ultima soluzione, pare fornirla proprio Simone Valiante, parlamentare Pd, che interviene sul caso ‘innesto Mingardina’  proponendo all’Anas la gestione di quella strada.

Zone turistiche di pregio ormai internazionali, come quelle ricadenti nel Parco Nazionale del Cilento, affette da attenzione mediatica per certe emergenze, entrano nel cuore della politica e ricevono dichiarazioni d’intenti magari sempre più efficaci o migliori rispetto ad altre, ma che sanno poco di concreto. Prova ne è il pensiero di un certo effetto del sindaco di Pollica, Stefano Pisano:”Tra poco nel Cilento bisognerà arrivarci in elicottero”.
Cosa si aspettano, e cosa propongono invece, i cittadini  preoccupati  perché davvero mancherà poco all’uso necessario degli elicotteri o di  altri mezzi di fortuna?(Il famoso ciuccio) Probabilmente una visione più complessiva del problema di un territorio e maggiore ascolto. I cittadini, si scopre, hanno approfondito il tema.  Partendo dal presupposto : non ci sono soldi (cioè la politica non ha più soldi da destinare )  hanno tuttavia studiato la situazione, per lavoro o per interesse, varando qualche proposta  ad hoc: “L’innesto della Mingardina si risolve solo creando un tunnel che copra l’intero percorso.  Non è vero che solo con l’aiuto dei rocciatori si sistema il problema della frana. La storia delle ‘rocce’ di Camerota è assai complessa, ma non si dice, probabilmente per evitare allarme”.  Ma pare proprio che l’innesto della Mingardina sia ad alto rischio, come pare abbiano così appurato gli stessi rocciatori quando fecero i sopralluoghi. Sul loro intervento, su cosa avessero fatto e poi valutato hanno tenuto ‘le bocche cucite’ con i cittadini che volevano notizie. Nessun commento è trapelato, nonostante il lavoro pagato, pare,  con circa sessantamila euro. Per arginare il disagio dell’uscita a  Poderia, nemmeno l’alternativa dell’uscita a Centola pare abbia potuto sollevare il disagio del traffico veicolare,  a causa di un’altra frana che interessa la zona centrale del paese e di cui si mantiene per il momento il silenzio.

I cittadini, quelli ‘studiosi’, tecnici e appassionati, che hanno partecipato all’intervista e di cui non si faranno i nomi, aggiungono: “Tutto il territorio è in crisi. Se è grave la situazione all’innesto della Mingardina, ancora più grave e pericolosa è la situazione a Cala del Cefalo dove si prospetta, purtroppo, una tragedia tante volte annunciata e che non è solo l’erosione della strada da parte del mare. Quella zona non si adatta alle attuali attività che insistono su quel lembo di terra così fragile, ma sul quale si può trarre una notevole economia alternativa all’attuale. Qui ci vuole un’ ambiziosa mentalità politica e amministrativa che capisca che è tempo di trovare per quella zona una rete stradale alternativa”.

Di queste risorse ne approfitta la politica? In base ai suggerimenti che hanno dato gli intervistati dal piglio di  un progetto di riqualificazione culturale, i cittadini (che sono stati gli artefici di questo articolo)  sembrerebbero decisamente in vantaggio rispetto alla politica dell’approssimazione.
La proposta dell’affidamento delle arterie stradali all’Anas, fatta dal parlamentare Valiante, potrebbe essere, se accettata dalla S.p.A. una svolta decisiva. Nella ‘mission’ della società, le funzioni attribuite all’Anas di supporto agli enti pubblici nei servizi di progettazione, costruzione e manutenzione stradale potrebbero essere l’anello risolutivo del problema che, se ci si pensava in tempo…

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