Acquedotto Caggiano, il Tar dice no alla gestione Consac: «Salvati posti di lavoro»

«Possono finalmente tirare un sospiro di sollievo i dieci operai impiegati dalla Gar presso l’acquedotto Caggiano, impianto che serve sei comuni del Vallo di Diano (Caggiano, Polla, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro, Pertosa e Salvitelle)» è quanto si legge nella nota di Raffaele Caroccia in merito all’avvenuta sospensione dell’efficacia della scelta della Regione Campania di affidare a Consac Spa la gestione dell’acquedotto di Caggiano.

«Infatti, il loro posto di lavoro è salvo, dopo che ieri i giudici del tribunale amministrativo partenopeo hanno bacchettato l’operato della Regione e del soggetto gestore del servizio idrico integrato nell’area, l’Ato Sele» continua la nota.

«E’ stata accolta l’istanza cautelare annessa al ricorso dell’impresa, che ha attualmente in gestione la struttura – appunto, la Gar assistita dagli avvocati Barretta e Marrama. Nel processo si contestava la decisione dell’ente guidato da Stefano Caldoro di affidare l’impianto a Consac, società partecipata dai comuni del Vallo di Diano, ma della quale alcune amministrazioni servite dall’acquedotto Caggiano non fanno parte. Il provvedimento non è stato ritenuto in linea con il diritto comunitario e ne è stata sospesa l’efficacia» prosegue la nota.

«Così Gar proseguirà la gestione. E’ una buona notizia, perché consente la tenuta dei livelli occupazionali nella zona, messi a rischio dalla scelta di palazzo Santa Lucia. Il gong della prossima, definitiva ripresa del confronto tra l’azienda, la Regione e Ato Sele suonerà il 19 novembre prossimo, quando si celebrerà l’udienza pubblica di discussione nel merito della causa» conclude Caroccia.