Commissariamento comune di Ascea: le motivazioni dei consiglieri dimissionari

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Il commissario prefettizio A guidare il comune di Ascea sarà non più il sindaco Mario Rizzo ma il commissario prefettizio Rosa La Ragione, nominata dal Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri comunali. Oltre ai 5 consiglieri delle minoranza, ovvero Pasquale D’Angiolillo, Pietro D’Angiolillo, Ferminio D’Agostino, Marco Sansone e Rossano Sansone, a firmare le dimissioni anche 4 consiglieri eletti con il sindaco Mario Rizzo, ovvero Antonio Franciullo, Michele Avallone, Alessandro D’Angiolillo e Domenico D’Angiolillo.

«In democrazia la legge dei numeri conta sempre e bisogna accettarne tutte le implicazioni, nel bene e nel male – dichiara il consigliere dimissionario Pasquale D’Angiolillo – Sfuggire alla bocciatura del bilancio di previsione 2013, impedendone la trattazione nell’ultimo consiglio comunale, con un colpo di mano assolutamente arbitrario, non è servito ad occultare la grave situazione in cui versano i conti comunali, segnalata con dovizia di particolari, dall’organo di revisione contabile. Ora sarà il commissario a mettere ordine, garantendo l’ordinaria e straordinaria amministrazione del Comune. D’altro canto, abbiamo utilizzato l’unico strumento di cui disponevamo, nella qualità di consiglieri comunali, per ristabilire le regole democratiche, calpestate in plurime occasioni e, in particolare nell’ultima seduta consiliare».

Il motivo Le dimissioni, infatti, arrivano dopo il consiglio comunale dello scorso 3 dicembre, nel corso del quale il sindaco Mario Rizzo aveva ritirato l’argomento relativo all’approvazione del bilancio «dopo che era è emerso  che 9 componenti del consiglio su 17 (la maggioranza) avrebbero espresso voto contrario sulla proposta, disapprovandola».

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I dimissionari fanno sapere che «dal parere reso dall’organo di revisione contabile sulla proposta di bilancio erano emerse una serie di irregolarità, illegittimità ed osservazioni circa il modus operandi dell’amministrazione comunale, in particolare, in relazione ai dati relativi alla situazione di cassa; alla particolare difficoltà dell’ente nella riscossione dei residui e delle entrate correnti; alla persistente assenza di una dettagliata relazione che rilevi i motivi del contenzioso, gli importi e lo stato della procedura; alla mancata dimostrazione dei residui attivi e passivi riportati in bilancio (con richiesta di riaccertamento dei residui, così come previsto dall’art. 228 del D.Lgs. 267/2000); alla totale assenza del Piano Generale di Sviluppo, previsto dall’art. 13, comma 3, del D.Lgs 12.4.2006 n.170 e dall’art. 165, comma 7, del D.Lgs 18.8.2000 n.267; all’illegittimità della delibera di C.C. n.15/2013 (determinazione rate Tares) nella parte in cui il consiglio comunale “ha ritenuto di doversi discostare” dal parere del revisore “senza fornire nel proprio atto deliberativo motivazione alcuna”; alla mancata determinazione di tutti i servizi a domanda individuale erogati dall’ente (venendo indicata solo la mensa scolastica); al mancato aggiornamento del regolamento per gli incarichi di collaborazione autonoma; al mancato rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno, con l’invito a redigere apposito prospetto dimostrativo delle riduzioni di spesa di cui all’art. 6 del dl 78/2010 e art.1, comma 146, della legge 228/2012; alla necessità di riformulare le previsioni di competenza per la parte corrente ed alla predisposizione di apposito piano dimostrativo di quelle di incasso e pagamento per la parte in conto capitale».

In un comunicato diffuso nei giorni scorsi, peraltro, l’amministrazione comunale di Ascea aveva paventato i “rischi” derivanti dal commissariamento.

All’allarmismo provocato, però, ha risposto lo stesso Pasquale D’Angiolillo, dichiarando che «si tratta dell’ennesima “bufala” di chi prova disperatamente a cambiare le carte in tavola per “scaricare” su altri le responsabilità che gli appartengono in via esclusiva” e precisando, inoltre, come “il commissario prefettizio nominato dovrà sopperire alle lacune dell’amministrazione comunale, prima fra tutte proprio quella relativa all’approvazione del bilancio in sostituzione della stessa amministrazione inadempiente». 

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