Cilento, muore a 13 anni dopo essere caduto dalla bicicletta: riaperto il caso

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Il primo giorno di ottobre del 2007, una notizia drammatica scosse la comunità di Agropoli. Giuseppe Tuccio, un ragazzino di soli 13 anni, morì in seguito ad una caduta in sella alla sua bicicletta. Lo studente delle scuole medie era con la sua due ruote quando, secondo le indagini degli inquirenti, incappò in un dosso artificiale che provocò la caduta del malcapitato. Il giovane batté la testa contro l’asfalto e le sue condizioni furono subito considerate molto gravi dai medici. Il dosso artificiale sarebbe stato installato dal Comune in località Difesa. Infatti, in primo grado, l’ente è stato condannato per «responsabilità civile» a risarcire la famiglia della vittima con 34 mila euro. Sempre in primo grado, il comandante della polizia locale, Carmine Di Biasi, è stato condannato a nove mesi per «omicidio colposo». In Appello questa decisione è stata ribaltata. Il ricorso in Cassazione ha portato all’annullamento della sentenza e quindi il caso si riapre. I faldoni tornano sulle scrivanie della Corte d’Appello, toccherà ai giudici quantificare di nuovo il risarcimento.

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