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Tremonti nega 250 milioni di euro alla provincia di Salerno

di Vincenzo Di Santo



“Porteremo il fango dell’alluvione a Roma”. L’ira di Gaetano Fasolino, assessore alla protezione civile della provincia di Salerno,esplode a due mesi dalla calamità naturale che ha colpito duramente la Piana del Sele e il Cilento.

L’attacco frontale è al ministro dell’economia, Giulio Tremonti: “Ci devono 250 milioni di euro, pensano solo al Nord” è l’accusa di Fasolino. Non crediamo che Silvio Berlusconi abbia chiesto a Tremonti di non rispettare i diritti del Sud anzi, crediamo il contrario. Fondi promessi e mai arrivati, che dovrebbero rappresentare una prima tranche per tamponare l’emergenza, legata al ripristino della viabilità e degli ingenti danni alle infrastrutture private e pubbliche.

Una somma che deve essere stanziata nel decreto mille proroghe e che non è ancora arrivata mentre con la finanziaria già sono stati elargiti i fondi al Veneto, giunti invece in tempi record. Invece, di interventi finanziari sul territorio salernitano, nel decreto governativo, non c’è praticamente traccia. La situazione è grave, perché non si è ancora proceduti alla quantificazione dei danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche.

Tutto ciò ha fatto perdere la pazienza a Fasolino che, pronto addirittura a dimettersi dalla sua carica, chiede una azione sinergica con la regione. Necessario, in tempi ristretti, fare chiarezza. I rubinetti a Roma sono chiusi, in tempi di austerity.

Ma quando si parla di calamità naturale è necessario fornire celeri risposte a chi ha subito danni. È anche una questione di parità di trattamento. Due pesi e due misure. Figli e figliastri. La Campania non è il Veneto, almeno questo sembrerebbe nei pensieri e nelle opere di chi ci governa.

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