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Barbarie a Sant’Arsenio, sette cani uccisi con polpette avvelenate

di Vincenzo Di Santo

Questa volta la cronaca non racconta di un cane abbandonato lungo la superstrada da parte di chi pensa di potersi garantire solo così una vacanza. Ma qualcosa di simile che, quanto a barbarie, non ha niente a che invidiare ai noti gesti di cui si riempiono le pagine estive dei quotidiani. Accade a Sant’Arsenio. Vittime, sette cani non particolarmente fortunati, vista la vita randagia a cui il destino li ha dirottati. Sono quelli che vivono nei pressi della palestra in costruzione. Noti ai più e probabilmente temuti da qualcuno.

Le ragioni In questi casi la ragione di un gesto così al limite risiede spesso anche nella reazione di qualcuno per avere subito un tortol. Come ad esempio chi si trova ammazzati i propri animali e,non sapendo con quale altro animale prendersela, ‘spara nel mucchio’ come a volere dare una lezione. Ma questa, come le altre, sono e restano delle supposizione. Almeno fino a quando, si spera, qualcuno vorrà dare conto di cosa si nasconda dietro un simile comportamento. Intanto non si può che affidarsi alle supposizioni. O a qualche dato di cronaca. Come quello che racconta di 7 randagi tramortiti con polpette avvelenate. Chi ne sa qualcosa in più racconta che queste bestiole gironzolavano nei pressi di via Sottobraida. chi invece se ne è reso responsabile dovrebbe sapere che una simile tortura inferta ad un animale è una delle sofferenze più atroci che si possa compiere. L’avvelenamento porta l’animale a una agonia terribile.

Doversi dubbi Viene reso noto, chissà perchè in una simile circostanza, che «l’amministrazione comunale si sta adoperando per velocizzare i lavori del canile comprensoraiale situato nel territorio di Sala Consilina». Sarebbe gradito che chi lo annuncia desse spiegazione anche di cosa significhi «velocizzare», e magari anche indicando la fine del cantiere, la consegna dei lavori e se, miracolosamente, contrariamente a quanto siamo abituati a vedere, si dovesse riuscire a concludere i lavori prima del previsto. Sono più che leciti, oltre che doverosi, tutti i dubbi sul caso. Di meglio c’è invece l’attivismo e la sensibilità di alcuni cittadini che fa capolino a questa redazione. Pare che ci si stia mobilitando per una iniziativa di adozione di alcuni di questi randagi. Sicuramente su questo fronte si può sperare un po’ di più quanto ai tempi di reazione, rispetto ai lavori pubblici annunciati. Sarebbe gradito anche in questo caso ricevere informazioni più dettagliate da parte di chi si sta adoperando all’adozione da poter diffondere anche per contribuire all’individuazione di persone di buona volontà disponibile a un gesto di civiltà.  

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