Ospedale Agropoli, Ragosta: «Adesso rivedere organizzazione sanità»

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«La decisione del consiglio di Stato è l’ennesima prova del fatto che l’ospedale di Agropoli non può e non deve essere chiuso, né tantomeno ridimensionato». Così Michele Ragosta, deputato Sel e capogruppo in commissione Finanze alla Camera, commenta la decisione dei giudici di palazzo Spada che mercoledì hanno accolto il ricorso presentato dal Comune di Agropoli contro la decisione dell’Asl di Salerno di ridimensionare l’ospedale civile, rendendolo un Psaut. 

«Da quando il manager Antonio Squillante ha preso questa decisione impopolare – attacca Ragosta – la giustizia amministrativa, puntualmente, ha dimostrato la cattiva fede dei suoi provvedimenti che sanno poco di riorganizzazione e molto di politica. Ora è giunto il momento che il manager dell’Asl prenda atto non solo delle decisioni dei giudici, ma soprattutto delle esigenze dei cittadini e riapra un confronto serio e concreto con tutte le forze politiche e civili. Il decreto 49 del 2010 così com’è non va bene. Non si può – continua – parlare di un settore così delicato, come quello della sanità, solo basandosi su numeri e bilanci da far quadrare. E se proprio vogliamo parlare di numeri, l’ospedale di Agropoli li ha tutti per poter continuare ad esistere e offrire un servizio d’eccellenza al territorio».

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Infine l’appello al manager dell’Asl: «Dopo la protesta – conclude Ragosta – è giunto il momento della proposta, sediamoci intorno a un tavolo e rivediamo l’organizzazione della sanità salernitana».

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