E’ morto l’ex procuratore Lamberti di Sala Consilina, la camorra uccise sua figlia trent’anni fa

Era malato da tempo e si è spento nella sua abitazione di Cava de’ Tirreni Alfonso Lamberti, l’ex procuratore di Sala Consilina che vide morire sua figlia, Simonetta, uccisa dalla camorra trent’anni fa. L’obiettivo dei killer era lui. Il giudice è morto a 78 anni colpito da una polmonite, ha avuto un peggioramento nelle ultime settimane: a stroncarlo è stato un collasso cardio circolatorio. Stamani alle 9.30 i funerali presso la chiesa di San Vito Nuovo, nei pressi del campo sportivo intitolato proprio a Simonetta. Una vita travagliata, la sua: sfuggito a quell’attentato che uccise la sua piccola, da allora viveva con un’unica ossessione: trovare i sicari. La sua piccola aveva solo 11 anni. Alfonso Lamberti era impegnato, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, in numerosi processi contro esponenti della Camorra. In particolare, si occupava, con metodi ferrei, degli omicidi di numerosi giuristi salernitani. Per il suo impegno, era stato posto sotto protezione da parte degli organi di polizia.

Il 29 maggio 1982, il magistrato si recò con la figlia da Cava de’ Tirreni, dove abitava, alla contigua Vietri sul Mare, per passare alcune ore in spiaggia. Sulla via del ritorno, la bambina si assopì con la testa contro un finestrino. A poche centinaia di metri dall’ingresso in Cava de’ Tirreni, e dal locale ospedale, l’auto del magistrato fu affiancata da un’altra vettura, dalla quale furono esplosi numerosi colpi di arma da fuoco. Questi ultimi colpirono il magistrato in modo non grave, mentre Simonetta fu centrata alla testa e morì praticamente sul colpo.

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