Sequestro porto di Sapri, lavoravano nel cantiere: denunciate due persone

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Un operaio di origini bulgare è stato sorpreso dai carabinieri del posto, comandati dal maresciallo capo Pietro Marino, all’interno del cantiere del porto di Sapri, nell’area in concessione alla cooperativa Cilento Mare, sequestrato nei giorni scorsi dai carabinieri della stazione locale diretti dal capitano Emanuele Tamorri.

In pratica, il cantiere è sotto sequestro perchè, secondo gli inquirenti, le attività venivano svolte senza alcun rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, dei lavoratori e della salute pubblica. Nell’area posta a sigillo sono rimaste bloccate 14 imbarcazioni, tra cui quella sulla quale l’operaio lavorava, oltre a uno yacht, il carro ponte, e altri mezzi utili per l’alaggio e il rimessaggio. A pesare sulla testa dei responsabili del cantiere, concesso alla cooperativa Cilento Mare, sarebbe soprattutto l’accusa di inquinamento ambientale. Pare, infatti, che nell’area sequestrata venivano svolti lavori sulle imbarcazioni presenti e con ogni tipo di materiale. Il tutto, poi, alla fine di ogni operazione, sversato in mare.

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L’operaio è stato trovato da una pattuglia dei carabinieri proprio mentre lavorava alla manutenzione di un’imbarcazione sequestrata. Il giovane manovale bulgaro e il committente dei lavori sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Per entrambi il reato contestato è di «violazione dei sigilli».

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