Camerota, milioni di euro a rischio: spiaggia potrebbe scomparire e con lei posti di lavoro

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Franco Ortolani, docente di geologia all’università Federico II di Napoli, mette in risalto un rilevante fenomeno geologico che, con grandi probabilità, potrebbe far sparire del tutto una delle spiagge più belle del Cilento. Da anni, infatti, l’esperto studia il comportamento della costa cilentana e in particolare del tratto che si estende da Marina di Camerota fino alla foce del Mingardo, soggetto sempre di più a fenomeni di erosione. La spiaggia in questione è quella di Cala del Cefalo, meglio conosciuta come spiaggia del Mingardo. Lungo il litorale, che costeggia anche la discoteca Il Ciclope dove lunedì si è registrato un morto causa dissesto idrogeologico, lavorano centinaia di persone. Dai lidi balneari ai campeggi e villaggi che stazionano lungo la strada provinciale 562d.

«Questa mattina ho fatto il bagno lungo la Cala del Cefalo, la bellissima spiaggia che dall’Arco Naturale di Palinuro si avvia verso Marina di Camerota. Circa 5 chilometri di spiaggia che reggono un fatturato annuo di vari milioni di euro, secondo una stima maturata con i rilievi personali di anni. Centinaia di persone lavorano nei villaggi e nei vari stabilimenti balneari. La spiaggia, pertanto, assume un valore di importanza strategica per l’economia locale». Ortolani, come è solito fare, cerca di portare alla luce problematiche inerenti al suo lavoro. Lo fa scrivendo sul proprio profilo Facebook. «Se dovesse essere erosa dal mare si avrebbero gravi ripercussioni negative – spiega il docente universitario -.  Ebbene, che sta accadendo? Come da anni ho denunciato (a iniziare dal 1991) gravi ed irreversibili modificazioni della morfologia costiera si stanno verificando: la spiaggia è in via di erosione irreversibile e anche rapida. Nella parte sudorientale della spiaggia si è verificata l’erosione di 10 metri di spiaggia l’anno dal 1980 al 2015. L’altezza della spiaggia è diminuita radicalmente di circa 1,50 m nella parte interna. Basta una sola potente mareggiata autunnale-invernale per fare scomparire quasi completamente centinaia di metri di spiaggia». D’inverno, infatti, spesso, il mare sale addirittura in strada. Negli ultimi due anni, di notte, il Comune è dovuto correre ai ripari mettendo in sicurezza l’arteria e riparando, grazie al lavoro degli operai, falle e smottamenti.

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«E’ l’evoluzione naturale, si dirà! – esclama Ortolani -. In gran parte è così! Però la spiaggia oltre ad essere bella protegge la strada costiera strategica che collega la Mingardina con Marina di Camerota e rappresenta la base di una notevole economia locale. Chi amministra a livello locale, regionale e nazionale ha la responsabilità di vedere quello che accade alle risorse naturali autoctone che rappresentano economia. Dopo un assenza totale succederà che per proteggere la strada costiera si effettueranno i soliti interventi di urgenza con scogliere tipo linea Maginot. E addio all’economia turistica della Cala del Cefalo e addio ad una delle più belle spiagge del Mediterraneo. Si può e si deve intervenire per restaurare la spiaggia con metodi ispirati a quelli della natura. Ci vuole sensibilità verso le risorse autoctone e capacità di governo. Torneremo su questo importante argomento!».

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