Agricoltori sul piede di guerra per continue razzie: «Oramai è un incubo, vogliamo l’esercito»

Dodici aziende saccheggiate in due settimane, quasi una a notte. E’ questo l’allarmante bollettino che gli agricoltori di Capaccio denunciano. Danni incalcolabili per il territorio che sfiorano quantitativamente i 200mila euro: centinaia di gettini d’irrigazione, costose attrezzature per coltivare i campi, decine di litri di gasolio e addirittura un’automobile per portar via la refurtiva.

Sul piede di guerra, quindi, i titolari delle aziende colpite che nella maggior parte dei casi sono impossibilitati a riacquistare il materiale rubato e costrette, così, a indebitarsi. Chiedono d’essere ascoltati gli agricoltori di Capaccio e soprattutto chiedono a gran voce un immediato incontro col primo cittadino Italo Voza invocando un massiccio intervento di tutte le forze dell’ordine in particolare quello dell’esercito. A essere razziate dai soliti ignoti in particolare le tenute agricole di: Pasquale Camorino, Matteo Franco, Giuseppe Sabia, Renato Marino, Domenico Salzano, Gianfranco Diaconi, Gerardo D’Angelo e Vincenzo Fraiese, quest’ultimo presidente del Consorzio di bonifica di Paestum. Visitati dai ladri i terreni interni di Gromola e Ponte Barizzo. Quì i malviventi portano via decine e decine di gettini d’irrigazione, contenenti ottone, metallo ambito sul mercato nero al pari del rame. Il furto costringe i malcapitati a doverli riacquistare subito per non lasciare i campi senz’acqua comportando così perdite ingenti.

«Chiediamo alle istituzioni di fare seriamente qualcosa – tuona Matteo Franco – la nostra è un’implorazione, perché la situazione è diventata insostenibile, praticamente ogni notte c’è un’azienda che viene visitata da ladri che rubano di tutto, soprattutto gettini, decespugliatori, motocoltivatori ed arnesi. Ormai è un incubo, chiediamo ai signori prefetto e questore di Salerno d’inviare l’esercito».

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