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Agropoli, pronto soccorso attivo per l’estate 2013: passa la linea Squillante

di Vincenzo Di Santo

L’ordinanza della terza sezione del consiglio di Stato, ha chiarito il contenzioso tra l’amministrazione comunale di Agropoli e il direttore dell’Asl Squillante sulla questione dell’ospedale di Agropoli. La sentenza emana «un rilevantissimo assorbimento di risorse finanziarie ed umane per una domanda quantitativamente assai modesta e inferiore alle astratte potenzialità delle risorse impegnate». Alla base di questa severa valutazione, che ha determinato la bocciatura del ricorso del comune di Agropoli contro la chiusura del nosocomio, ci sono i numeri, pure essi citati nell’ordinanza: l’ospedale di Agropoli conta 47 posti letto con 23 primari.

Agli occhi dei giudici amministrativi di Palazzo Spada, è prevalsa la linea sostenuta nell’udienza di venerdì dall’avvocato Gaetano Paolino, affiancato nella difesa dell’Asl di Salerno dal collega Francesco Armenante. Svuotando di fatto la tesi sostenuta dagli avvocati Giuseppe Abbamonte e Lorenzo Lentini (legali del Comune di Agropoli), i difensori dell’azienda sanitaria, riprendendo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal direttore generale dell’Asl, hanno evidenziato che sarà comunque garantita l’apertura del pronto soccorso del nosocomio agropolese almeno fino alla data del 15 settembre prossimo, sicché il Consiglio di Stato «non ravvisa la sussistenza del pericolo in mora paventato dal comune di Agropoli».

Inoltre, per tutta l’estate le esigenze sanitarie della popolazione «potranno essere soddisfatte dalla pianificazione sanitaria predisposta». Dopo il 15 settembre, invece, per il consiglio di Stato «quando saranno cessate le esigenze derivanti dall’affluenza turistica», il pronto soccorso dell’ospedale di Agropoli potrà essere riconvertito in Psaut come stabilito dal decreto 49 della regione Campania. I motivi sono citati nell’ordinanza, innanzitutto «la non rilevantissima affluenza di codici rossi»; poi l’impossibilità di trattare già oggi presso il nosocomio di Agropoli le emergenze cardiocircolatorie, poiché «manca il servizio di emodinamica, il che comporta la necessità di trasferire i pazienti in altra struttura, e sotto questo profilo la trasformazione del pronto soccorso in Psaut non sembra comportare significativi peggioramenti».

LA SENTENZA

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