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“Cervati idea neve”: il progetto del massiccio del Cilento da parte dei tecnici dell’amministrazione provinciale di Salerno. La replica di Altura Campania

di Marianna Vallone

Una ovovia lunga 3537 metri con una portata di 3000 persone l’ora, due seggiovie per un totale di 1200 metri lineari e una portata di 2500 persone l’ora, 3 sciovie per un totale di 600 metri lineari e una portata di 900 persone l’ora.

Questi i numeri del progetto “Cervati idea neve”, dei tecnici dell’amministrazione provinciale di Salerno, volto alla valorizzazione del massiccio più alto del Cilento, il monte Cervati.

Le strutture preventivate da realizzare sono un parcheggio a quota 1250 metri, la costruzione di oltre 15 edifici per accogliere i turisti, tra baite e rifugi, e 4 cabine elettriche per una installazione di 2000 KW con una rete di distribuzione per oltre 8 Km, oltre ad un impianto previsto per la risalita nei periodi estivi per gli appassionati di escursionismo.

L’associazione ALTURA CAMPANIA (associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti ) replica: “E’ come presentare un progetto per un locale destinato alla lap dance all’interno della Basilica di San Pietro senza chiedere il parere o il permesso alle autorità vaticane”.

E ancora: “Consultando le cartine dello studio osserviamo che nell’area dell’intervento si realizzeranno ovovie, seggiovie, sciovie, piste da sci classificate a, b, c, d, e, f, cavi di elettrificazioni, strade per raggiungere rifugi, parcheggi, baite, oltre a sterrati da utilizzare in estate per emozionanti discese. Tutto rigorosamente in aree di protezione individuate dall’Unione Europea (Siti di Interesse Comunitario S.I.C. e Zone di Protezione Speciale Z.P.S.), in aree A di riserva integrale e di massima protezione ambientale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano, Alburni, ovviamente tutto questo senza allegare al momento ma prevedendola in un vago futuro una relazione di impatto ambientale”.

L’associazione teme l’impatto che la realizzazione di questo progetto possa avere sulla diversità biologica, come il  lupo, la lepre appenninica, la martora, l’aquila reale, l’astore, il picchio nero, Picchio rosso mezzano, Coturnice appenninica, Gracchio corallino, Tritone italico, e fra gli invertebrati la Rosalia alpina , solo per citare alcune delle specie più significative presenti in questo territorio.

Considera ancora l’associazione ALTURA Campania in un comunicato: “Nel Meridione la Casta in controtendenza e contro ogni logica continua imperterrita a distruggere quel poco che è rimasto. Siamo come sempre gli ultimi della classe, sperperando in queste operazioni inutili, dannose e economicamente fallimentari, enormi risorse economiche che dovrebbero essere utilizzate per la salvaguardia idrogeologica del territorio e di edifici pubblici fatiscenti (scuole, ecc.), tutto questo con le tasse di ignari cittadini: al danno la beffa. La realizzazione di questo progetto comporterà di fatto l’abolizione del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con i relativi finanziamenti e l’uscita dall’elenco mondiale dei siti riconosciuti dall’UNESCO quali patrimonio mondiale dell’umanità”.

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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