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Ortolani: l’area non è idonea. Cilento oltre il rifiuto organizza la visita guidata alla discarica

di Biagio Cafaro

Il presidio presso la discarica in località Rizzoli a Laurito continua, ormai è il terzo giorno che molti cittadini presidiano il luogo in cui dovrebbe nascere la discarica.

Il comitato Cilento oltre il rifiuto, su iniziativa di alcune mamme del luogo ha organizzato una “Visita Guidata alla discarica”. Si legge sul gruppo Cilento oltre il rifiuto: “Prima di schierarti informati, e prima ancora di informarti vieni a Vedere con i tuoi occhi il luogo fisico dove sorgerà la Discarica”. L’appuntamento è per domenica 18 dicembre e dalle ore 9 sarà attiva una navetta per facilitare l’arrivo dei visitatori sul luogo della discarica. 

A questo si aggiunge l’appuntamento imminente dei sindaci della Comunità del Parco a Montano Antilia, dove discuteranno sulle possibili soluzioni e le ipotesi alternative alla discarica a partire dalla gestione autonoma del ciclo rifiuti del Cilento. 

In merito alla discarica di Laurito si è espresso anche  Franco Ortolani, Ordinario di Geologia dell’Università Federico II di Napoli. Il professore ha analizzato in primo luogo la comunicazione del Commissario Straordinario Vardè al comune di Laurito,

Caratteristiche geoambientali dell’area nella quale è prevista una discarica nel

Comune di Laurito. Poi ha analizzato analiticamente la conformazione geoambientale del luogo destinato alla descarica.

Ma leggiamo il documento di Ortolani:

Questa nota sembra (in appendice all’articolo, ndr) che sia stata redatta da un “funzionario” che ha consultato le carte esistenti che riguardano la zona. Si evince che non è stato effettuato nemmeno un sopralluogo multidisciplinare. Può darsi che esistano altre indagini eseguite. Per “ordinare” l’esecuzione di indagini geognostiche qualcuno con competenze geologiche deve avere preventivamente espresso un parere di idoneità geoambientale. I cittadini e i loro rappresentanti nelle Istituzioni democratiche devono essere informati su tutti i livelli di conoscenza e sui dati ambientali sui quali si è basata la valutazione di idoneità geologica prima ancora di effettuare i sondaggi geognostici. Se non sono stati ancora eseguiti gli studi e i rilevamenti geoambientali a scala di almeno 1:2000 integrati da qualche profilo sismico che evidenzino tutte le caratteristiche dell’area i sondaggi non sono giustificabili in quanto potrebbero essere male ubicati. 
Il Comune deve pretendere, per i cittadini, di avere a disposizione tutti i dati finora acquisiti in modo di essere in grado di valutare serenamente la correttezza delle indagini ed i risultati che ne scaturiscono con la massima trasparenza. Il Comune deve anche pretendere che suoi esperti (che non siano mercenari o aspiranti mercenari) seguano tutte le fasi delle indagini, come fatto nel 2007 a Serre e nel 2008 a Chiaiano.

Risultati delle indagini preliminari
Di seguito sono riportati i primi risultati acquisiti con le indagini tese a valutare l’idoneità geoambientale dell’area. Sono state studiate le cartografie del PAI elaborato dall’Autorità di Bacino Sinistra Sele e sono stati effettuati rilievi originali che hanno consentito di elaborare le figure 1, 2, 3 e 4. 
Le indagini finora effettuate evidenziano che l’area individuata con il cerchio giallo (figura a lato) non è idonea geoambientalmente per la realizzazione di una discarica di materiali inquinanti. Esso infatti non presenta caratteristiche di stabilità geomorfologica in grado di garantire sicurezza ambientale a scala decennale e tanto meno a scala plurisecolare. Si deve sempre tenere presente che le discariche rappresentano “nuovi giacimenti geologici inquinanti” per cui deve essere assolutamente garantita la sicurezza ambientale dei siti a scala millenaria. Le condizioni morfologiche e geomorfologiche dell’area individuata nel cerchio giallo non sono assolutamente in grado di offrire sicurezza all’ambiente ubicato a valle del previsto impianto che potrebbe essere interessato dal rilascio di sostanze inquinanti. Come si può verificare con i rilievi geomorfologici le carte tematiche del PAI non riportano tutti i fenomeni franosi attivi e quiescenti esistenti e rilevabili nel dettaglio sul territorio.
La morfologia dell’area è caratterizzata da versanti inclinati mediamente da 20 a 30 gradi e non presenta ampie aree sub pianeggianti stabili geomorfologicamente. Alcune aree meno inclinate presenti nella parte sudoccidentale, nei pressi del corso d’acqua, si trovano su un corpo di frana che affiora prevalentemente in destra orografica ed è stato cartografato nel PAI. L’area che attualmente si presenta con condizioni di relativa stabilità geomorfologica di breve durata è rappresentata dal crinale stretto ed allungato da nord nord ovest verso sud sud est.
Tale crinale, comunque è circondato da aree in dissesto e non può offrire garanzie di stabilità geomorfologica a scala plurisecolare, come evidenziato nella figura accanto.

Conclusioni
I dati geoambientali finora conseguiti evidenziano che nell’area individuata nel cerchio giallo si rinvengono dissesti non cartografati che consentono di proporre una riperimetrazione del PAI. L’area in esame non offre garanzie di stabilità geomorfologica per una discarica di materiali inquinanti. Si ritiene che la campagna d’indagine geognostica da eseguire in un’area con queste caratteristiche geoambientali sia un errore ed una spesa di denaro pubblico inutile.
L’area è caratterizzata da dissesti non cartografati negli elaborati del PAI per cui la ubicazione dei sondaggi e la verifica della stratigrafia può offrire la possibilità di reperire informazioni sul sottosuolo di ambigua interpretazione in assenza di un quadro corretto di riferimento geoambientale. Si sottolinea che già in base ad una indagine geoambientale preliminare emerge la non idoneità dell’area.

 

Appendice

La comunicazione del Commissario Straordinario presso il Comune di Laurito: 

3.2.4 Comune di Laurito
Nella zona sud-occidentale del Comune di Laurito è stata identificata un’area con caratteristiche di adeguata idoneità, situata ad una distanza di oltre 2 km dai principali centri abitati circostanti ed oltre 3,5km dalle più rilevanti funzioni sensibili. La zona, pur essendo interessata dalla presenza di boschi istituiti ai sensi del D. Lgs. 227/2001, non rientra all’interno di aree naturali protette, né in SIC o ZPS.
Attesa la vocazione dell’area, la stessa risulta caratterizzata da un elevato indice di naturalità e biodiversità.
La cartografia evidenzia la presenza di corpi idrici quali fiumi e torrenti, in particolare, il torrente Martini è tutelato da una fascia di rispetto che lambisce la portzione di territorio a sud del sito individuato. Bella sezione orientale del territorio comunale, a circa 1 km dal baricentro del sito oggetto d’analisi, è possibile individuare anche una sorgente. Tuttavia, il grado di vulnerabilità degli acquiferi si classifica come basso.
L’area è caratterizzata da medio richio sismico e da pericolosità e rischio da frana poco significativi, a meno di porzioni territoriali in cui sia la pericolosità sia il rischio da frana si classificano come moderati.

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