Cilento, crac da 7 milioni di euro: 6 indagati

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Avviso di conclusione delle indagini preliminari per sei imprenditori salernitani, accusati di bancarotta fraudolenta per il crac di una società nel campo del settore caseario. Si tratta della ‘Aminea Otto’ di Albanella, dichiarata fallita nell’aprile del 2012: un crac finanziario da circa 7 milioni di euro, sul quale la procura della Repubblica di Salerno ha voluto vederci chiaro aprendo un’inchiesta. Nel 2008, la società subentrò, attraverso un cambio di denominazione sociale, alla proprietà del caseificio ‘La Nuova Contadina’ (da non confondere con la più nota ‘La Contadina’), con gli amministratori che iscrivono a bilancio una somma di due milioni di euro, per tre esercizi consecutivi, calcolati come «avviamento». Di qui i dubbi del sostituto procuratore Francesco Rotondo, ovvero sul fatto che l’azienda rilevata fosse davvero in grado di produrre utili ordinari, ipotizzando invece che quella voce di bilancio fosse stata posta, in attivo, «per gonfiare i bilanci in maniera fasulla al fine di ottenere ingenti finanziamenti e prestiti bancari».

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Nei guai sono finiti così sei persone, tutti imprenditori salernitani ed amministratori della società fallita: si tratta di Amerigo Marino di Salerno, Michele Oscar Cafarelli di Battipaglia (alternatisi nella carica di presidente), Angelo Maria Carrozza di Altavilla Silentina (vicepresidente), Fioravante De Vivo di Salerno, Emilio Erra di Pontecagnano e Benedetto Ligurso di Pontecagnano (consiglieri), che ora avranno 20 giorni di tempo per presentare le memorie difensive o chiedere di essere ascoltati personalmente in Procura, al fine di chiarire quel buco finanziario che ha portato la srl a «schermare le perdite e successivamente all’improvvisa chiusura, spiazzando creditori e finanziatori». Dopodiché il magistrato inquirente deciderà, o meno, di chiedere il rinvio a giudizio.

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