Vallo della Lucania, ripreso il processo sul caso Mastrogiovanni: il comitato decide di pubblicare il video integrale

Martedì è ripreso il processo sul caso Mastrogiovanni contro sei medici e 12 infermieri del reparto di psichiatria dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. I 18 imputati sono accusati per la contenzione, durata 83 ore, e la morte di Franco Mastrogiovanni avvenuta la notte del 4 agosto 2009 per edema polmonare nella stanza del nosocomio vallese.

L’udienza di martedì. Sono stati sentiti tre consulenti tecnici della difesa, altri due consulenti citati dalla difesa degli imputati non si sono presentati.

Vengono sentiti i medici legali, Margherita Neri, Guido Lanzara e Enrico Mainenti, i primi medici legali e consulenti di sette infermieri e Mainenti medico legale e consulente dell’infermiere Corino.

Prima dell’esame dei consulenti della difesa, il legale di parte civile, Caterina Mastrogiovanni, riferendosi all’udienza del 31 gennaio, ha chiesto al presidente del Tribunale l’acquisizione di un documento dal quale risulterebbe che la dottoressa M. L. D. M. (medico che confermò la proposta di trattamento sanitario obbligatorio a carico di Francesco Mastrogiovanni) non sarebbe in possesso della specializzazione in psichiatria, bensì di quella in medicina dello sport e che sarebbe stata sentita quale teste della difesa, ma è anche persona indagata in un procedimento connesso: quello scaturito dalla querela della famiglia e dall’esposto del “Comitato Verità e Giustizia per Mastrogiovanni” riguardante i fatti che si sono svolti sulla spiaggia di Mezzatorre, località del comune di San Mauro Cilento. Il presidente ha rigettato la richiesta perché il documento è senza data e firma, ma l’avvocato ha replicato che si tratta di un documento del pubblico ministero inserito nel carteggio relativo al procedimento connesso.

Alle domande rivolte sul comportamento degli infermieri i due consulenti avrebbero detto che non si sarebbe trattato di contenzione fisica, bensì “di una semplice e innocua contenzione meccanica”. Continuano affermando che “la contenzione praticata avrebbe consentito a Francesco Mastrogiovanni di potersi muovere: il mantice respiratorio del paziente non era bloccato e che poteva assumere la posizione di seduto sul letto.” Affermano ancora che per loro “la contenzione non ha determinato la morte e tra la contenzione e la morte non c’è alcun nesso: la morte è un elemento improvviso.”

Per supportare quanto dichiarato, i due medici parlano di un frame presente nel video, girato dalle telecamere di sorveglianza del reparto psichiatrico.

Il video mostra solo 83 lunghe ore di sofferenza ed agonia. Nessuna possibilità di movimento per un uomo sedato e legato polsi e caviglie a fasce rigide di contenzione. Il video mostra anche che Mastrogiovanni, poco dopo, viene rilegato ulteriormente per limitare altresì le possibilità di movimento.

I due consulenti, nel rispondere alle domande dei legali della difesa, avrebbero affermato di non condividere le conclusioni dei consulenti del pubblico ministero: “La morte non è stata causata dall’edema polmonare”.

E ancora: “Allo stato degli atti non si riescono a comprendere le cause di morte… manca del tutto la sintomatologia dell’edema polmonare”, “Nessuna correlazione tra contenzione e morte”.

I due consulenti avrebbero poi anche affermato che durante la notte il paziente ha diritto di riposare e gli infermieri devono rispettarlo.

Sentito anche Enrico Mainenti, medico legale e consulente dell’infermiere Corino il quale avrebbe sostenuto la correttezza e anche l’umanità del suo cliente. Secondo quanto detto dal consulente, Francesco sarebbe stato slegato anche in mancanza di un’autorizzazione medica e, a suo rischio, considerando anche la tipologia del paziente; l’infermiere avrebbe dato da bere a Francesco e che sarebbe andato nella stanza, nel corso dei suoi turni, ben 20 volte una volta e 26 volte l’altra con una media tra una visita e l’altra di 13 minuti, anche se il regolamento prevede una visita ogni quindici minuti e afferma che l’infermiere per il quale è consulente sarebbe stato zelante e scrupoloso nell’assolvimento dei suoi compiti.

Il “Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni” , in seguito all’udienza di martedì, ha deciso di pubblicare integralmente il video della contenzione subita da Mastrogiovanni. Sarà messo in rete sul sito web del Comitato, sui canali di Youtube, Facebook ed altri portali e di metterlo a disposizione di tutti coloro che sono interessati a conoscere la verità circa i fatti che si sono verificati presso il reparto di psichiatria di Vallo della Lucania.

Sul corpo di Franco è stata posta una pietra ma gli interrogativi restano ancora tanti, e gli anni non li seppelliranno. A distanza di due anni e mezzo non si conosce la verità sulla morte del maestro più alto del mondo, come lo chiamavano i suoi alunni di Castelnuovo Cilento. Intanto, per chi da anni cerca la verità questa morte si è trasformata in un incubo.

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