Legambiente boccia il mare campano, ecco il bilancio di Goletta Verde 2014

Su 31 campioni di acqua analizzati dal laboratorio mobile di Goletta Verde, il 67% è risultato fuori legge per i parametri microbiologici previsti dalla normativa. Il killer del mare è ancora una volta la mancata depurazione Dopo due sentenze di condanna, la prima nel 2012 e la seconda nell’aprile 2014, la Commissione europea ha avviato quest’anno la terza procedura d’infrazione, la 2014/2059 per il mancato rispetto della direttiva sulla depurazione degli scarichi civili. Tra le Regioni maggiormente coinvolte Campania, con il 76% degli agglomerati sul totale regionale in procedura,). In termini di carico non trattato, a riversare il maggior apporto inquinante nei fiumi e nei mari italiani maglia nera  per la Campania con 2,4 milioni di abitanti serviti da inadeguati sistemi depurativi. Sono questi in sintesi i dati del bilancio finale di Goletta Verde 2014, la campagna di Legambiente realizzata anche grazie al contributo del Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, di Novamont e Nau.

«La Campania, purtroppo, da anni è gravata da una pesante carenza depurativa, tant’è che figura tra le regioni che hanno procurato ad oggi l’avvio di ben tre procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea – afferma Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania-  Per far fronte alla carenza depurativa la Regione Campania ha programmato la realizzazione di una serie di specifici Grandi Progetti per investimenti complessivi pari ad oltre 500 milioni di euro. Sebbene siano condivisibili gli intenti, siamo molto perplessi sulla efficacia e coerenza degli interventi proposti. Infatti, la Regione Campania non dispone ad oggi di alcuni strumenti che costituiscono una precondizione fondamentale per affrontare correttamente la problematica e cioè il Piano di Tutela delle Acque e i Piani di Ambito Territoriale Ottimale (questi ultimi in realtà esistenti ma non aggiornati da oltre un ventennio), né ha ancora provveduto alla riorganizzazione dei Servizi Idrici con apposita legge regionale pur essendo stati soppressi dal 2013 gli Enti d’Ambito Territoriale Ottimale È tempo, invece, di passare dalle parole ai fatti. A fronte delle criticità che ormai evidenziamo da anni serve una svolta verso la qualità e coerenza degli interventi strutturali e della riorganizzazione della governance dei Servi Idrici in Campania».

Legambiente inoltre denuncia che sul sito del Portale ci sono anche dei casi emblematici in cui il giudizio di Portale delle Acque non corrisponde a quello degli stessi  prelievi delle Arpa o all’informazione sulle spiagge. È il caso di Cuma a Pozzuoli, presso l’area antistante il canale di sbocco del depuratore, le analisi di Goletta Verde è risultato fortemente inquinato, il Ministero della Salute afferma invece che il luogo è balneabile, mentre per l’Arpa Campania, invece, il punto è un’area nuova” o “non è sufficientemente campionata”.

E la Campania non solo maglia nera in depurazione ma bissa anche con i dati dell’illegalità in mare. Cemento che divora la costa, scarichi illegali, mancata  depurazione  pesca di frodo, acquascooter da formula uno. Risultato un mare di guai. La Campania è prima assoluta e conferma la leadership : 2.419 infrazioni il 16,7% del totale nazionale, pari a 5,2 infrazioni per ogni km di costa con 2.643 persone denunciate e arrestate e 784 sequestri effettuati. Il mattone illegale continua a essere una piaga della Campania mettendo a rischio interi tratti della costiera amalfitana, delle isole e infiltrandosi pericolosamente nel Cilento. La Campania è al terzo posto, subito dopo la Sicilia e Puglia , nella classifica del ciclo del cemento sul demanio marittimo con 363 reati accertati, 211sequestri effettuati, 339, e un numero di persone denunciate e arrestate che ha raggiunto quota 421.

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