Comitato: «Tribunale e ferrovia, due soprusi fatti al Vallo di Diano a distanza di ventisei anni»

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«Come recita il nostro manifesto, dopo ventisei anni il Vallo di Diano sta vivendo un’altra ingiusta chiusura che priva il territorio di un altro servizio essenziale. Siamo indignati e sosteniamo in pieno la rabbia della gente, che è stanca e non ne può più di questi soprusi. I cittadini valdianesi pagano le tasse come gli altri ma sembrano essere sempre più declassati ad abitanti di serie b».

A dichiararlo è Rocco Della Corte, co-presidente del Comitato per la riattivazione della ferrovia Sicignano-Lagonegro che, insieme agli altri membri, sta seguendo con attenzione le vicende relative al tribunale di Sala Consilina, chiuso a partire dal 14 settembre 2013. E rilancia battaglia: «E’ venuto il momento di smetterla con queste prese in giro colossali. I problemi sono sempre gli stessi, sembra siano tutti risolvibili in campagna elettorale ma poi stranamente tutto si ferma. Il Vallo di Diano ha dei diritti, non è un bacino di voti utile soltanto quando ci sono le elezioni, la vecchia politica deve finire. Il Tribunale non andava chiuso. Ma sembra che i cittadini, nonostante l’apparente democrazia, non contino e non abbiano voce in capitolo perché schiacciati e umiliati dalle anonime logiche di palazzo».

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E ancora: «Paradossalmente il Tribunale è un altro pezzo di Vallo che se ne va, come se ne andò la ferrovia nel 1987. Mediaticamente si sono seguiti gli stessi passi: non c’è utenza, è necessario, è poco conveniente alla comunità. In realtà la politica ha dimostrato con quest’altra chiusura di sbattersene della Comunità valdianese, pertanto è opportuna un’azione forte che non scemi con il passare dei giorni”. Ritornando ai temi ferroviari, Della Corte conclude: “Abbiamo seriamente paura di essere strumentalizzati, perché è chiaro che il Tribunale va a braccetto con la Ferrovia nella triste storia delle usurpazioni nel Vallo. Non permetteremo a nessuno di intralciare la nostra battaglia. Da oggi il nostro diktat sarà ferreo: chi vuole lavorare per riportare la ferrovia nel Vallo lo dovrà fare in silenzio e senza proclami. Avessero almeno il buon senso di restituirci il treno, visto che adesso anche per il Tribunale si è costretti ad andare a Lagonegro. Questi soprusi – ha continuato – devono finire, la coscienza civica della gente non può tollerarli. Non siamo in serie B, il Tribunale è un nostro diritto come lo è la ferrovia. Pertanto chiediamo alla gente, compresi i cittadini del Lagonegrese, di stare coesa intorno a noi, al Comitato pro Tribunale di intavolare un discorso di collaborazione reciproca e alla politica di smetterla con le prese in giro e muoversi concretamente per la linea. Non servono più promesse o frasi al futuro, servono certezze immediate e concrete».

Inoltre, il Comitato ha inoltrato «alla Regione Basilicata, per la mancanza di collegamenti con Lagonegro, una richiesta di riqualificazione oraria ed itineraria dell’autoservizio sostitutivo al treno in modo da rendere questo servizio pubblico il più efficiente possibile viste le nuove esigenze, in attesa della riattivazione». Il Comitato pro ferrovia sta inoltre lavorando per convocare un summit di fronte al ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio in presenza dei presidenti di Campania e Basilicata, dell’AD di FS Italiane Mauro Moretti e del ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi al fine di mettere intorno a un tavolo tutti gli attori principali che hanno potere decisionale in fatto di ripristino. Lo studio di fattibilità è imminente: «Per dicembre spero di saperne di più sia per quanto riguarda il ripristino della Sicignano-Lagonegro che per quanto riguarda i comodati delle stazioni». Infine, conclude Rocco Della Corte: «Voglio rivolgere un pensiero all’Ing. Piero Muscolino, vicino al Comitato, ex dirigente delle FS venuto a mancare qualche giorno fa. Ci mancheranno la sua calma e la sua professionalità, ci mancheranno i suoi consigli. Lui voleva vedere la linea riaperta e lotteremo anche per lui».

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