Cilento, infermiere aggredito al pronto soccorso: 40enne gli lancia un mazzo di chiavi in faccia

Un infermiere del Psaut è stato aggredito da un 40enne ieri pomeriggio a Capaccio. L’uomo del posto ha quasi costretto i soccorsi a recarsi in casa per visitare una donna.  I medici del Psaut, per legge, non possono andare a fare visite a domicilio senza l’ok della centrale operativa del 118. «E’ arrivato al Psaut e mi ha chiesto di seguirlo, gli ho spiegato che sui servizi esterni  possiamo intervenire solo su richiesta della centrale operativa del  servizio del 118 – spiega R.M. a Voce di Strada – e l’ho invitato a contattare il 118. Lui ha insistito, e al mio rifiuto ha iniziato con una serie di improperi  nei miei confronti minacciando di chiamare i carabinieri e ha cominciato a strattonarmi».  E’ scaturita una colluttazione e il 40enne, prima di andare via, ha lanciato un mazzo di chiavi in faccia all’infermiere che ha riportato una contusione e piccoli tagli. L’aggressore ha chiamato il 118 che è giunto a casa per visitare una donna che – a sua detta – aveva dolori addominali. La donna, però, alla vista dei medici ha rifiutato le cure. Sembra una barzelletta, ma è accaduto davvero. «Purtroppo c’è poca informazione la gente, in generale, pensa che la postazione del Psaut sia un presidio di guardia medica che a Capaccio scalo non esiste – evidenzia l’infermiere aggredito sempre a Voce di Strada – e pretendono che interveniamo senza contattare il 118. Inoltre andrebbe potenziato il personale, alla postazione Psaut sono presenti due medici e un infermiere,  soprattutto durante il periodo estivo quando l’utenza a Capaccio triplica e dovrebbe esserci una maggiore tutela a garanzia della nostra sicurezza».

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