Il giorno dopo Ferragosto: bottiglie rotte, rifiuti e avanzi di cibo sulle spiagge

È un deja vù. Tant’è che il giorno dopo ferragosto si fa la raccolta straordinaria dei rifiuti. Capita anche nel comune mi Capaccio Paestum, dove alcuni turisti hanno ben pensato di non ripulire la spiaggia su cui avevano passato la notte. «Nonostante divieti con tanto di cartelli, ordinanze e regolamenti, nonostante a salvaguardia all’ambiente ormai si insegna ai bambini, la cultura del falò vandalico non finisce mai», tuona il consigliere comunale Maurizio Paolillo che commenta con parole dure quanto ritrovato sulle spiagge di Capaccio la notte dopo ferragosto. 

Legna tagliata dalla pineta, basi di cassette per frutta bruciate compresi chiodi e staffe, i bottiglie rotte, avanzi di cibo, scatolette taglienti ed addirittura «filtri di spinelli» aggiunge il consigliere. «Quello che tutti definiscono un falò romantico alla fine si concretizza sempre in clamoroso inquinamento. Il peggio è quando poi cercano di sotterrare i resti – continua Paolillo -. Ancora più difficile per gli operai ripulire. La sabbia infatti quando è asciutta circola cioè passandoci sopra quello che è sotto tende a risalire. E cosi – continua – i resti dei falò restano la per tanto tempo e vi rammento che sull’arenile, che è riservato per la balneazione, oltre ad essere proibito accendere fuochi è anche vietato bivaccare e permanere di notte, tutto disciplinato da decenni da regolamenti e ordinanze».

Tutto poi è stato ripulito. «Tutto a spese dei cittadini di Capaccio che non si sognerebbero mai di lasciare il posto in cui al mattino fanno il bagno in quello stato», spiega il consigliere. Ma quale la soluzione ad un problema che da anni si presenta?: «Innanzi tutto occorrono autorizzazioni e occorrerebbe pagare occupazione, ma anche se ciò fosse, nessuno mai autorizzerebbe a inquinare, almeno usassero un bidone in ferro ad esempio dentro cui mettere la legna – risponde il consigliere Paolillo che infine ci tiene ad aggiungere -. Vorrei ricordare a tutti che la spiaggia è libera, non vostra».

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