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Vallo della Lucania, D’Agosto sul congresso Pd: «Si sono preferite le segrete stanze e gli accordi di potere»

di Biagio Cafaro

Ieri si è concluso il congresso cittadino del Pd di Vallo della Lucania con l’elezione a segretario di Riccardo Ruocco con qualche amaro in bocca. Non sono mancate le polemiche, infatti, e a lamentare mal di pancia è stato Antonio D’agosto che aveva anche proposto la propria candidatura alla segreteria cittadina: «Prima dei congressi si svolgevano incontri, dibattiti per dare l’opportunità a tutti gli iscritti e simpatizzanti di dire la loro, di partecipare alla democrazia del partito – ha dichiarato Antonio D’Agosto -. Oggi candidamente si preferiscono incontri tra le varie cordate per trovare la sintesi, parola che piace molto a coloro che devono sentirsi grandi. Questi non sono congressi sono giochi di potere a cui non posso partecipare e volentieri mi sottraggo, sarebbe un’offesa alla storia di tante donne e tanti uomini che hanno lottato per la democrazia di questo paese Italia».

D’agosto punta il dito contro chi ha preferito accordi sotto banco a discussioni pubbliche: «Da oltre quattro mesi ho chiesto ai reggenti del Pd Vallo della Lucania di convocare incontri pubblici, arrivando anche alla provocazione di una mia candidatura alla segreteria cittadina, lettera morta. Si sono preferite le segrete stanze e gli accordi di potere, senza mai intraprendere una discussione politica ampia e partecipata. Si ha paura della gente, riempiendo le proprie bocche di grandi principi vuoti. Le candidature al regionale le abbiamo lette dai giornali, come quelle dei vari organismi provinciali, sono metodi che non appartengono alla mia storia e alla mia cultura democratica, per questo non posso partecipare al congresso del PD di Vallo della Lucania».

«Dai giornali apprendo che esiste già un segretario, un documento programmatico e varie prospettive di accordo con l’amministrazione farcite da rocambolesche frasi ambigue e vaghe – conclude d’Agosto –. Fare politica così senza confronto è facile, ma denota una profonda debolezza. Partecipare ad un congresso ratifica non ha senso è un’offesa all’intelligenza di tante donne e tanti uomini che hanno reso grande la democrazia del nostro paese»

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