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Disastro ambientale a Capaccio: eternit e liquami pericolosi sommergono l’antica Poseidonia

di Lucia Cariello

Ancora un disastro ambientale nel Cilento e ancora una volta a essere colpite le sponde dei fiumi sommerse di rifiuti. Lo storico Sele appare, oramai, una discarica a cielo aperto seppellito da rifiuti di ogni sorta. A preoccupare maggiormente è la locazione dell’immondezzaio: a pochi metri dal corso d’acqua che sfocia sulla costa di Paestum e dai campi coltivati di mais e fieno, utilizzati per sfamare le bufale da cui si produce la famosa mozzarella.

Non parliamo di semplici rifiuti urbani ma scarti pericolosi per la salute: fusti di liquami nocivi di vario genere che sprigionando esalazioni maleodoranti tossiche che rendono l’aria irrespirabile.  Uno scenario lunare fa letteralmente a pugni con la bellezza e la storicità dei luoghi circostanti: la piana dell’antica Poseidonia e del Sele.

Decine di contenitori in plastica di diserbanti agricoli e fertilizzanti, buste d’immondizia, pneumatici bruciati, materiali di risulta in eternit, tubi e lamiere in ferro, sfalciati, calcinacci: tutto seppellito in modo da essere ben nascosto agli occhi di chi di dovere. Ma continuiamo questo viaggio nello scempio: tettoie, infissi e mobili in legno, incannucciate, bottiglie e recipienti in vetro, abiti e scarpe vecchie, valigie rotte, frigoriferi, televisori, un videoregistratore, e addirittura, un passeggino e un sedile auto per bebè. Tutto ben ‘riposto’ nei punti strategici della piena del fiume sperando che le sue acque nascondesserro il frutto della stupidità umana. Ovviamente gli agricoltori preoccupati che chiedono l’intervento delle autorità competenti temendo, giustamente, che percolato e sversamenti in genere finiscano in mare, inquinino le falde acquifere o invadano i propri terreni. 

Foto tratte da StileTv

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