Cilento, attimi di panico nella notte: profughi minacciano carabinieri. Scoppia la rivolta

Vogliono i documenti e allora decidono di scendere in strada a protestare e minacciare. E’ accaduto questa notte a Capaccio, nel centro di accoglienza El Pueblo. Il villaggio è finito spesso sulle pagine della cronaca locale. Ieri l’ennesimo episodio. Venti profughi. che alloggiano nel centro in località Santa Venere, hanno minacciato di lasciare la struttura che li ospita per scappare a Salerno. La prefettura – secondo i ragazzi che provengono dal Gambia – è colpevole di un ritardo che si protrae da mesi riguardo la consegna dei documenti di soggiorno. I migranti attendono gli incartamenti necessari da quasi un anno. In genere, dopo 6 mesi, i profughi ospiti in Italia, ricevono dalla prefettura una risposta sulla loro permanenza sulla penisola. Per placare gli animi sono dovuti intervenire i carabinieri della compagnia di Agropoli e i colleghi della stazione di Capaccio Scalo, di Tochiara e di Ogliastro. Il maresciallo Botta, prettamente in inglese, ha spiegato ai profughi che la protesta non sarebbe valsa a molto e li ha invitati alla calma. Dopo circa 50 minuti di colloquio, gli extracomunitari sono rientrati nel villaggio ma la zona – fanno sapere le forze dell’ordine – resta comunque sotto osservazione. Non sono escluse altre proteste nel corso dei prossimi giorni.

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