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Disastro ambientale Capaccio, dopo la denuncia il sequestro: sigilli a 1000mq di sversamenti sul Sele

di Lucia Cariello

Dopo la denuncia scatta il sequestro. La polizia locale di Capaccio, infatti, all’indomani della denuncia sul rinvenimento di una discarica abusiva in località Brecciale di Capaccio si è recata sul posto per verificare personalmente lo stato dei fatti ponendo sotto sequestro l’intera area di circa 1.000 mq interessata da sversamenti abusivi. Nello stesso tempo è stato inviato un dossier dettagliato alla Procura della Repubblica di Salerno e all’Arpac, per far luce sull’effettiva pericolosità dei liquami occultati nel terreno e dei materiali di risulta scaricati a cielo aperto, a pochi metri dal letto del fiume Sele e dai campi coltivati. Sono state raccolte numerose testimonianze di residenti e agricoltori che lamentano mancate bonifiche dell’area preoccupati per la sorte dei loro raccolti.

Uno scempio Non parliamo di semplici rifiuti urbani ma scarti pericolosi per la salute: fusti di liquami nocivi di vario genere che sprigionando esalazioni maleodoranti tossiche che rendono l’aria irrespirabile.  Uno scenario lunare che fa letteralmente a pugni con la bellezza e la storicità dei luoghi circostanti: la piana dell’antica Poseidonia e del Sele.

Sono stati rinvenuti, infatti, decine di contenitori in plastica di diserbanti agricoli e fertilizzanti, buste d’immondizia, pneumatici bruciati, materiali di risulta in eternit, tubi e lamiere in ferro, sfalciati, calcinacci: tutto seppellito in modo da essere ben nascosto agli occhi di chi di dovere. Un supermarket dell’orrore quello che si para dinanzi agli occhi: tettoie, infissi e mobili in legno, incannucciate, bottiglie e recipienti in vetro, abiti e scarpe vecchie, valigie rotte, frigoriferi, televisori, un videoregistratore, e addirittura, un passeggino e un sedile auto per bebè. Tutto ben ‘riposto’ nei punti strategici della piena del fiume sperando che le sue acque nascondesserro il frutto della stupidità umana. Ovviamente gli agricoltori preoccupati che chiedono l’intervento delle autorità competenti temendo, giustamente, che percolato e sversamenti in genere finiscano in mare, inquinino le falde acquifere o invadano i propri terreni.

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