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L’italiano, il cilentano e una storia senza confini: Alessia e Michela Orlando raccontano il loro “Twins”

di Redazione

Alessia e Michela Orlando ci conducono all’interno del loro ultimo romanzo, “Twins”, un thriller che si muove tra la Francia parigina, Palermo, Buenos Aires e termina nel Cilento, spiegandoci con parole loro da cosa nasce e ciò che lo attornia:

La vita non è un film, di qualsiasi genere esso sia. La vita non è un fumetto, da qualunque grande artista firmato. La vita non è un romanzo, sia esso da leggere in un libro cartaceo che in forma di e Book. Tuttavia la vita è il contenitore in cui tutto accade o forse si sogna accada o forse si sogna e poi accade oppure accade e poi si sogna, tracimando  con il proprio sé nell’incubo. C’è chi dice si possa giungere sino a prevedere il futuro e, in questo caso, i sogni sarebbero premonitori.

La vita: molto è cambiato negli ultimi decenni. È cambiato tutto, anche il lessico, il linguaggio, i modi di declinare, di comunicare, subendo drastiche trasformazioni l’interagire, i simboli usati. Qualsiasi maestro in pensione ricorderà l’Italiano aulico che apprezzava nei primi riassunti e nei temi. Lui conosce certe parole e saprebbe descriverne la magia, raccontarne le origini, la morte e i miracoli. Se scrivi “grembiule”, a esempio, non puoi che fare riferimento al grembo, all’essere madre, anche se poi lo usano pure i grandi chef e infatti in questi casi fa parte del corredo, della divisa. La fantasia può intervenire e aggiungere i significati che il lettore ha dentro. È chiaro come l’ampio ventaglio di termini in cui si può di volta in volta scegliere racconti la cultura dei protagonisti di un romanzo. Se invece di scrivere “grembiule” scrivessi “vantesino”, si direbbe della stessa cosa, ma sarebbe dialetto cilentano e significherebbe ritornare indietro nel tempo, al latino, e dire “davanti al seno”. Crediamo aumenti la valenza musicale, la poesia, il significato addirittura pare diverso. Tutto più bello. Se scrivi “fattispecie”, ci vuole poco a capire che si sta usando un termine tecnico, da tribunale. La fantasia ha poco spazio. Ne esce fuori, così, nella prima ipotesi, un quadro che ricorda appunto le opere pittoriche realizzate con la spatola e i colori a olio: anche quando li guardano i pittori, gli autori, scoprono particolari che non avevano notato e neppure previsto.

Tutti sanno cosa sia accaduto dal tempo in cui George Bernard Show (1856-1950) diceva della libertà e degli uomini: “Libertà significa responsabilità. Per questo la maggior parte degli uomini la teme”. Poteva pensarla in quella maniera dati i tempi. Eppure ne vide di rivoluzioni! Quel che è successo dopo è davanti agli occhi di tutti: le rivoluzioni continuano e sono molto più veloci. Le menti dei giovani sono abituati a questi nuovi ritmi, imposti anche dall’uso dei computer e di internet, e ormai ragionano in termini planetari, privi di confini, ma non di origini. La letteratura ne tiene conto.

TWINS

Come scrisse Bruce Charles Chatwin, scrittore e viaggiatore britannico, autore di grandi racconti di viaggio e romanzi: “Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”.

Le gemelle protagoniste, Ale e Michi, hanno viaggiato e viaggiano molto. Hanno la mente aperta. Vicente, altro protagonista, non ha viaggiato (sarà costretto al lungo viaggio che lo riporta nella dura terra del Cilento), lo ha fatto la sua famiglia: dal Cilento a Buenos Aires. Delphina Roberta, il padre di Vicente, gli amici delle prime due e di Vicente, sono personaggi di contorno, ma con un ruolo rilevante nella storia, quanto mai prima assegnato a dei comprimari.

La vita, dunque, non è un film, non è un fumetto, non è un romanzo.

E se la vita fosse nata contemporaneamente in più esseri umani, ma nello stesso grembo? Quale vita vivranno? Come ripartiranno il carico delle tensioni, dei problemi, dell’incubo?

È proprio vero che uno dei gemelli avrà una personalità più forte dell’altro?  È proprio vero che l’altro vivrà alla sua ombra fino alla fine dei suoi giorni? E come affronteranno la minaccia devastante, la peggiore possibile, che incombe su loro e su tutti i loro amici? E come affronteranno l’irruzione nella loro vita di un affascinante tanghero, che però ballava il tango, che si porta dietro problemi e bellezza simili? Soccomberanno entrambe alla forza del desiderio? E come reagiranno alla scoperta di una verità atroce? E lui, lo straniero giunto rocambolescamente nella terra di origine, quale diavolo ospiterà per compiere ciò che porrà in essere? Cosa porta nelle sue carni di così cocente da non poter resistere alla forza che lo indurrà a uccidere, a uccidere, a uccidere, a uccidere, quasi senza fine?

Sembrerà del tutto naturale che i tre si incontrino, e che le due gemelle, scatenate quanto basti per renderle imprevedibili, sfacciate eppure tenere, paurose eppure coraggiose, affascinanti eppure talvolta urticanti quasi per forza, come a volerlo fosse un copione, che si aggirano per l’Europa, saranno anch’elle attirate nella trappola che è dapprima erotica e poi mortale.

Sapranno salvarsi, dopo il piacere? E quel corpo giovane che si inerpica lungo un crinale del Cilento, irto di pietre aguzze, scalzo, perché si denuda e sembra voler spiccare il volo, nel vuoto? Lo farà davvero o sta solo sognando nuovamente un sogno ricorrente? E la vita che gli scorre davanti agli occhi della mente è per intero la sua? Ed è veritiera?

La trama è totalmente inventata, ma per sapere se non siano raccontati fatti accaduti occorrerà leggere i giornali, anche nei prossimi mesi. Non si può mai sapere …

Dei protagonisti e dei personaggi apparentemente marginali, ma certamente di rilievo, tutti non tributari di nessun’altro apparso in letteratura, al cinema o nei fumetti, si può solo rinvenire qualche similitudine qua e là. È solo un deja vu del lettore … è un inganno del cervello: il peggio deve ancora accadere ai protagonisti e non è mai successo prima.

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