Cilento, tortura e violenta la moglie: condannato carabiniere

Una vita matrimoniale fatta di minacce, torture, calci, pugni e anche violenze sessuali. Nel racconto choc di una 41enne di Capaccio c’è una storia terribile, anche una pistola puntata al volto. Dodici anni di paura. All’indomani della nuova sentenza di condanna inferta all’ex coniuge, un carabiniere tuttora in servizio presso una stazione della provincia di Salerno, la donna racconta tutto per spingere tutte le donne vittime di violenza ad avere il coraggio di denunciare. L’articolo è di Viviana De Vita, pubblicato su Il Mattino. Il militare, già condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, è salva attraverso il meccanismo della prescrizione. L’uomo, originario del Cilento, non sconterà la pena ma la Corte d’appello del tribunale di Roma, ha confermato le sanzioni civili in 50mila euro di danno oltre al pagamento delle spese processuali. La condanna si aggiunge a quella già inflitta alcuni anni fa quando il militare fu condannato a 4 anni di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia.

Il procedimento è infatti una costola dell’altro e si riferisce esclusivamente alle violenze sessuali inferte dall’imputato alla sua consorte. «Mi massacrava di botte – racconta la moglie al Mattino – mi picchiava per ogni nonnulla costringendomi a girare con lividi addosso, arriva a minacciarmi anche con la pistola, mi pestava in ogni parte del corpo tranne sul volto perché lì sarebbe stato troppo evidente e mi stuprava. Dopo mi mettevo in un angolo, al buio, per ore finché lui non si tranquillizzava e facevo fare così anche alle mie due bambine. Una notte ci costrinse a dormire in cantina e potemmo rientrare a casa solo dopo averlo supplicato. Molte donne continuano a subire perché si vergognano di denunciare il loro calvario: io ho trovato la forza di trascinare il mio ex in tribunale solo grazie al mio avvocato Giuliana Scarpetta che mi ha ‘presa per mano’ facendomi capire che la giustizia esiste ed è uguale per tutti».

I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1991 e il 2003: 12 lunghissimi anni nel corso dei quali il carabiniere avrebbe sottoposto la moglie a una serie infinita di violenze e vessazioni che, seppure in misura lievemente minore, non avrebbero risparmiato neppure le figliolette. «Adesso chiederemo all’Arma di togliergli la divisa». Indossa ancora la divisa il carabiniere salernitano condannato a 7 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni dell’ex moglie. «Nonostante il tribunale di Rieti, che diede la condanna di primo grado, abbia inviato la notizia di reato alla caserma dove attualmente è in sevizio il militare, lo stesso continua a svolgere le proprie mansioni», afferma al Mattino l’avvocato Giuliana Scarpetta parte civile nei procedimenti intentati contro il militare. «Nostro intento – conclude la penalista – è quello di rivolgerci al comando generale dell’Arma dei carabinieri». Sono infatti svariati i procedimenti penali a carico del militare: dalla denuncia dell’ex consorte sono partite le indagini che hanno cristallizzato le accuse.