Promozione, a tu per tu con Giuseppe Conte, capitano della Polisportiva Santa Maria di Castellabate

Oggi per la prima volta nella nostra rubrica abbiamo di fronte un capitano. Un capitano dovrebbe essere l’uomo di carisma della squadra ed è proprio questa l’impressione che abbiamo quando facciamo una chiacchierata con Giuseppe Conte, al secolo portatore al braccio della fascia ambita, della Polisportiva Santa Maria, squadra militante nel girone D di promozione.

 Ciao Giuseppe, innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista.

No no, il grazie va a voi che avete pensato a me per rendermi partecipe di questa rubrica. Prima delle domande vorrei fare un grande appunto sulla mia società, la Polisportiva Santa Maria. La società è stata fondata nel 1932 ed è una delle più antiche di tutto il territorio. Capirà la soddisfazione ogni qualvolta si scende in campo. Abbiamo una tradizione non comune…

Indubbiamente, cos’altro ci racconta sulla società? Qualche aneddoto particolare per incuriosire i lettori?

Ce ne sarebbe da raccontare: nel comune di Castellabate il tifo per la squadra è sempre stato fortissimo e nel corso degli anni è aumentato sempre di più. D’Altronde il S.Maria è diventata una vera e propria istituzione. Dopo alcuni anni di fermo a causa del campo Carrano, a lungo inagibile, grazie all’impegno delle amministrazioni e soprattutto del grande presidente Francesco Tavassi, è potuto rinascere il calcio a Santa Maria. E non sa la gioia che abbiamo provato tutti nel poter di nuovo calcare un campo da gioco con i colori della nostra squadra.

Vedo che lei conosce molto bene la storia, ma è altrettanto ferrato con la geografia “di classifica”? Cosa ne pensa dell’attuale posizione della squadra e quali sono secondo lei le prospettive future?

Come capitano della squadra, posso dire che puntiamo ad una salvezza tranquilla  (attualmente la squadra è al decimo posto in classifica). La nostra rosa è composta da un mix di giovani di talento e giocatori già affermati, ad esempio Aversana,  Rossi, Peccerillo e tanti altri. Una menzione particolare vorrei farla al mister, Alberico Guariglia e al nostro preparatore atletico Gennaro Volpe, che oltre ad essere bravi tecnici sono nostri amici anche e soprattutto fuori dal campo.

I giovani secondo lei potranno portare in alto la squadra in futuro?

Come le ho già detto, nella squadra sono già presenti molti ragazzi interessanti, ma nel futuro vedo sviluppi ancora più interessanti, in quanto l’entusiasmo generale ha portato quasi tutti i ragazzi del comune ad iscriversi al nostro settore giovanile under 18. Qualcosa di buono ne verrà fuori sicuramente.

E di lei non ci parla?

Non voglio oscurare i miei compagni. Io sono nato calcisticamente in questa squadra e nonostante varie esperienze in campionati maggiori, serie D ed eccellenza, sono stato entusiasta di essere ritornato qui, e ovviamente essere capitano è per me un orgoglio unico e non sostituibile con altro.

Capitano, io non posso far altro che togliermi il cappello di fronte alla sua grande professionalità. Come vuole chiudere questa intervista?

Devo assolutamente parlare dei tifosi. Ogni domenica allo stadio c’è pieno di gente fantastica che ci incita per 90 minuti più recupero. Un grazie particolare va al gruppo ultra, che ci segue sempre, 7 giorni su 7, e ci sostiene sia che le cose vadano bene, sia che vadano male. Noi in campo c’è la metteremo sempre tutta, parlo anche a nome dei miei compagni, perché così come i tifosi anche noi abbiamo i nostri colori nel sangue.

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