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Riconversione ospedali Rocca, Oliveto, Battipaglia ed Eboli, Alfieri:«Dalla chiusura di Agropoli la distruzione»

di Biagio Cafaro

Quella che si sta inscenando nell’alto Cilento e nell’area Sele è una vera e propria «battaglia comune per il diritto alla salute». Parola di Franco Alfieri, sindaco di Agropoli: «Rischiamo la distruzione dell’assistenza ospedaliera a sud della Provincia di Salerno.

La minaccia nasce dalla delibera del direttore generale dell’Asl Antonio Squillante del 4 febbraio scorso dove si è proposto alla Regione Campania «la rimodulazione dei presidi ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra e Roccadaspide, nelle more della costruzione dell’ospedale unico della Valle del Sele». Quindi un ospedale unico al posto di quattro presidi ospedalieri, anzi cinque se inseriamo anche l’ormai chiuso ospedale di Agropoli.

Agropoli Chiusura dell’ospedale di Agropoli solo il primo passo per la distruzione dell’assistenza ospedaliera, così Alfieri: «Dispiace vedere che ciò che si era paventato con la chiusura dell’ospedale di Agropoli si sta verificando, ossia il primo passo della distruzione dell’assistenza ospedaliera nell’area del Sele e a sud della provincia di Salerno. Si spera che la presa di coscienza del pericolo che le comunità locali stanno correndo sia di stimolo ad una battaglia comune, al di fuori delle logiche localistiche e di partito, per il diritto alla salute, sapendo che i morti sono uguali dappertutto».

Squillante non ci sta alle accuse e alle critiche, soprattutto in merito alla rimodulazione dei plessi ospedalieri che dovrebbero confluire nell’ospedale unico della Valle del Sele: «E’ il caso di precisare che al fine di provvedere alle indicazioni fornite con il decreto sulla riconversione dei presidi ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra e Roccadaspide che confluiscono nel territorio della Valle del Sele, la direzione dell’Asl ha proceduto a convocare tutte le parti sociali, politiche, i direttori dei presidi ospedalieri interessati al processo di riconversione, i sindaci dei comuni interessati affinché producessero articolate proposte per la rimodulazione dei plessi nel rispetto delle prescrizioni di cui ai decreti regionali».

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