Stazione elettrica Montesano a 20 metri dalle case e dal fiume: «Distrugge ambiente e persone» (VIDEO)

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Ci sono più o meno 20 metri di distanza tra la casa di Giuseppe e il cantiere che Terna spa nel giugno del 2011 ha aperto nella frazione Scalo di Montesano sulla Marcellana. «Terna è un colosso, hanno diritto a distruggere ambiente e persone solo perché hanno potere e soldi – commenta Giuseppe Spiniello che vive a pochi metri dal cantiere –  Domani magari ci sveglieremo, apriremo la finestra e ci troveremo la centrale elettrica davanti agli occhi». Il muro di cinta del cantiere, tra l’altro, è a poca distanza anche dal fiume Imperatore, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico per la fascia di rispetto fluviale. Nonostante le proteste dei cittadini e la battaglia dell’amministrazione c’è una sentenza del consiglio di Stato dell’agosto 2013 che darebbe l’ok ai lavori. Eppure, «non sono ripresi perché Terna ritiene opportuno un passaggio in Regione per riaprire i cantieri nel modo più tranquillo possibile», ha dichiarato Adel Motawi di Terna Spa in un’intervista esclusiva rilasciata a #Fuoriluogo, nell’inchiesta video realizzata dal giornalista Gigi Pastore.

L’INCHIESTA VIDEO DI #FUORILUOGO

Un passo indietro È una vicenda, quella della stazione elettrica che Terna ha intenzione di edificare su un’area di 70 mila metri quadrati, che si trascina da anni. A Montesano sulla Marcellana nel 2004 la Essebiesse Power ha promosso la realizzazione di un parco eolico in partnership con il Comune di Casalbuono. Quindi inizialmente è stata progettata in un altro territorio, a 20 chilometri più o meno da Montesano. Ma cambiano le carte in tavola e tutto cambia radicalmente. Essebiesse Power integra il progetto, che inizialmete prevedeva un impianto di 20 pale eoliche e una sottostazione elettrica per convogliare l’energia prodotta dal parco alla rete di distribuzione nazionale, con una serie di varianti. Quelle che la Sbs definisce modifiche marginali spostano la sottostazione elettrica da Casalbuono a Montesano sulla Marcellana e sulla planimetria allegata al progetto vengono delimitate due aree, una è quella della sottostazione elettrica, l’altra, più grande, rappresenterebbe una stazione elettrica del gestore della rete elettrica nazionale Terna Spa. Quindi la centrale viene spostata a Montesano sulla Marcellana, a pochi metri dal centro abitato. Tant’è che quando nel 2011 sono iniziati i lavori, gli stessi operai della centrale, incontrati nelle pause lavoro nei bar del paese, raccontavano ai locali di non aver mai lavorato per la costruzione di una centrale elettrica a così pochi passi dal centro abitato.

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Ad oggi I lavori iniziano nel giugno 2011. Al cantiere si lavora giorno e notte. Nasce il comitato ‘Nessun dorma’ che si affianca all’amministrazione comunale, parte una petizione e interviene anche la Soprintendenza ai beni ambientali che invita il Comune di Montesano sulla Marcellana a emettere un’ordinanza per sospendere i lavori. L’amministrazione vara il provvedimento e a novembre scatta il sequestro della procura. Il Comune allora emana una seconda ordinanza per demolire la parte di cantiere già realizzata. Ma Terna si rivolge al Tar del Lazio ed ottiene la sospensiva mentre l’assessorato regionale all’Ambiente conduce un’istruttoria sulla regolarità della valutazione dell’impatto ambientale. «Non essendoci stata alcuna procedura sulla stazione elettrica da parte delle nostre strutture preposte – spiegò in una nota l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romani – è evidente che la Centrale allo stato attuale non può essere realizzata». A riconoscere le ragioni di Terna, dal punto di vista procedurale, anche la sentenza del consiglio di Stato dell’agosto 2013: «Ogni ricorso – dicono i giudici – è oggi tardivo, le amministrazioni coinvolte erano state rese edotte della necessità di spostare la stazione elettrica Terna a Montesano». Eppure, nonostante l’ok della sentenza del consiglio di Stato, i lavori non sono ancora iniziati.

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