Paura a Lentiscosa: furti, minacce e intimidazioni ad alcuni cittadini. Si indaga su una banda

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La paura campeggia sulle teste di alcuni cittadini di Lentiscosa, frazione di Camerota. Un paesino di circa 700 abitanti, terrorizzati da alcuni soggetti che avrebbero formato una vera banda. Agiscono quasi sempre in gruppo. Di giorno e di notte. Mettono a segno furti e minacciano. Minacciano chiunque li veda in azione. Chiunque conosca i fatti. Poi passano all’atto intimidatorio. Chiamano le donne che hanno denunciato i fatti. Dicono di «ritirare la querela» e «prima vanno dai carabinieri e meglio è per loro».

Furti Sono state svaligiate decine di abitazioni: gran parte a Lentiscosa, ma alcuni colpi sono stati messi a segno anche a Marina di Camerota. I ladri cercano oro e contanti. Non sono professionisti, ma operano in gruppo e con molta cautela. «Vengono spesso visti in giro a notte inoltrata», riferisce una donna che abita a Lentiscosa. «Le loro prede preferite sono le anziane che vivono sole – continua – ma anche di giorno hanno rubato. Una donna – afferma la testimone – li ha visti rubare di mattina. Aveva deciso di denunciare il fatto, ma i malviventi l’hanno telefonata dicendo che doveva stare zitta altrimenti le sarebbe successo qualcosa di molto brutto».

Le intimidazioni «Il più delle volte minacciano telefonicamente – svela un’anziana che vive sola al giornale del Cilento – ma è capitato che sono state uccise delle pecore a un uomo che si è ribellato». Pare siano gelosi anche degli ‘stranieri’, così li definiscno. Per loro ‘stranieri’ sarebbero ad esempio gli abitanti della vicina frazione di Marina di Camerota che lavorano in territorio lentiscosano. «Un ragazzo di Marina – racconta ancora la prima testimone – aprì, tempo fa, una attività a Lentiscosa. A loro questo fatto non andava giù e diverse auto di clienti, a fine serata, – rivela – avevano le gomme squarciate». Un’azione come per affermare il predominio della zona. Come una forma di banditismo. Senza pistole, senza pizzo, ma con insopportabile arroganza e prepotenza. «Si impongono su tutti e fanno rispettare le loro ‘regole’»: questo è quanto si deduce dal racconto di chi dice di conoscere i fatti.

Le chiamate anonime Per non farsi scoprire usano un metodo ben preciso e collaudato, ma non sicuro al cento per cento vista la possibilità di lasciare tracce ricostruibili dagli organi di polizia che indagano su alcuni di questi episodi. Le vittime vengono spesso raggiunte da telefonate anonime, con il numero privato. Le stesse telefonate sono state ricevute anche da ragazzine minorenni del posto. «Al telefono parole spinte – afferma una mamma – parole vergognose anche per un adulto».

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Porto Infreschi Ma i fatti pare non finiscano qui: nel piccolo centro cilentano sembrerebbe che le persone siano a conoscenza dei vandali che qualche settimana fa hanno devastato il porto naturale degli Infreschi. In quell’occasione una banda di più persone, come affermano anche gli inquirenti, hanno incendiato le rocce e distrutto l’attrezzatura del ‘pirata’, il proprietario della concessione. Anche in questo caso il ‘pirata’ viene considerato uno ‘straniero’ perchè originario di Napoli. Nei bar e tra i vicoli antichissimi di Lentiscosa riecheggia il nome di quattro ragazzi del posto. Tutti parlano, ma a bassa voce. Guai ad alzare la voce, potrebbero arrivare minacce telefoniche e intimidazioni.

Dai carabinieri Tanti cittadini si sono recati alla locale stazione dei carabinieri per esporre i fatti alle forze dell’ordine e per denunciare alcuni episodi. «I carabinieri conoscono la situazione secondo me, – dice un uomo del posto al giornale del Cilento – ma siamo in attesa che agiscano in maniera esemplare. Questa storia non può andare avanti, qui tutti sono stanchi». Gli stessi carabinieri domenica scorsa hanno intensificato i controlli sulla zona. Tre pattuglie hanno operato per un’intera mattina all’incrocio che da Marina di Camerota conduce a Lentiscosa. Quell’incrocio deve essere percorso obbligatoriamente dalle persone che voglio accedere o uscire dalla piccola frazione di Camerota.

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