Operazione della Gdf, scoperte e sequestrate due discariche abusive a Capaccio e Agropoli

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Gli uomini della guardia di finanza della compagnia di Agropoli coordinati da Fabio Antonacchio hanno posto sotto sequestro due aree abusive adibite a discarica di pneumatici e rifiuti derivanti da lavorazioni edili. La scoperta fatta a seguito di delicate indagini è avvenuta nell’ambito di operazioni di ricognizione e controllo del territorio nei comuni di Capaccio e Agropoli.

Nello specifico il primo intervento è stato eseguito in località Spinazzo di Capaccio. L’area in oggetto sarebbe di proprietà di un noto caseificio della zona e situata a ridosso dell’area archeologica di Paestum. I militari hanno sequestrato due vasche coibentate, collegate tra loro da una conduttura con chiusura stagna e realizzate con terrapieno e teloni in pvc, della superfice complessiva di 1.750 mq, in cui venivano scaricati effluenti provenienti da un’azienda zootecnica. I successivi approfondimenti effettuati con l’ausilio di personale dell’Arpac e del Comune di Capaccio, hanno consentito di accertare che il fondo su cui sono stati realizzate le due strutture risultava oggetto di vincoli, tra cui quello di protezione delle bellezze naturali, rientrando tra le aree di notevole interesse pubblico ai sensi del ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’, nonché nella zona di rispetto dell’antica città di Paestum, delimitata in base alla Legge n. 220/1957. I finanzieri hanno appurato, infatti, che le vasche erano state costruite in assenza dei prescritti titoli abilitativi da quì il sequestro preventivo, successivamente convalidato dalla procura della Repubblica di Salerno, e la denuncia del proprietario a piede libero per aver eseguito opere in assenza delle prescritte di autorizzazioni.

La seconda operazione è stata condotta su un’area di circa 1.000 mq in località Selva di Agropoli. Quì sono stati scoperti cumuli di rifiuti speciali stoccati abusivamente e darivanti da lavori edili (pezzi di mattonelle, mattoni, calcinacci, ecc.), nonché paletti in legno, infissi in alluminio, materiale plastico vario e vetri rotti. A seguito dell’illecito il terreno è stato sottoposto a sequestro convalidato, poi, dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Il proprietario del terreno, inoltre, è stato segnalato per il reato di gestione non autorizzata di rifiuti.  

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