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Paestum. Alla Borsa Archeologica le cose non tornano

di Lucia Cariello

Continuano le polemiche sul basso afflusso di visitatori alla 14 ^ Borsa del Turismo Archeologico.
Anche gli Istituti scolastici paiono aver disertato in massa un evento che secondo gli organizzatori avrebbe dovuto ridare lustro e dignità ad un patrimonio archeologico unico, incentivare un turismo oramai in affanno, catalizzare l’attenzione nazionale ed internazionale su un comprensorio, quello cilentano, in netta crisi.
Così non è stato!
Pur considerando il momento di grave crisi economica che non solo il “Bel Paese” sta attraversando, pur considerando il penoso momento politico, sento il dovere di criticare il “sistema Borsa”, un’idea che a quanto pare (considerazione espressa non solo da chi vi scrive) da un ritorno, un guadagno, quindi una crescita sicuramente non al Cilento.
Basta considerare la locazione degli stand.
Sala Tritone, luogo decisamente ameno, freddo, poca luce (alcuni neon sono spenti altri guasti), poca visibilità ergo certamente non visitato dall’intero, esiguo, numero di turisti che quest’anno, almeno sino a questo momento, hanno fruito dalla Borsa Archeologica.
Contestualmente noto che al suo interno i bei paroloni si sprecano nel tentativo, devo dire grottesco, di far apparire l’evento un qualcosa di unico nel suo genere, ripetendo anno dopo anno i medesimi tragici errori affossando quella “terra degli dei” quello scrigno di cultura che ancora per poco il mondo ci invidia.
Al lettore l’ardua sentenza.    

 

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