Operaio morto sui binari a Capitello, due condanne e 7 assoluzioni

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Sono passati quasi otto anni da quel 1 settembre 2010 quando Fortunato Calvino, 35 anni, operaio di RFI, perse la vita travolto da un carrello mentre lavorava sui binari nei pressi della stazione ferroviaria di Capitello. Dopo un processo durato anni tra udienze, consulenze, testimoni ascoltati in tribunale, lunedì mattina il giudice Alfredo Maffei del tribunale di Lagonegro ha pronunciato la sentenza di primo grado, condannando due persone e assolvendone sette. Così sono stati condannati Nicola Cobuccio, capo squadra del tronco lavori, di cui faceva parte l’operaio morto, a due anni e sei mesi di reclusione e Antonio Pitta, addetto alla scorta sul carrello a trazione elettrica, a un anno di reclusione oltre alle spese processuali per entrambi.

Dei nove imputati ne sono stati assolti sette per non aver commesso il fatto. Non si conoscono le motivazioni, per le quali si dovrà attendere 90 giorni. Assolto con la formula più ampia per non aver commesso il fatto Mario Caputo, il conducente che con il carrello ha travolto e ucciso il giovane operaio, difeso dall’avvocato Franco Maldonato. Per il tribunale Caputo non avrebbe potuto sapere di trovare operai a sistemare i binari in quanto i lavori erano stati concordati precedentemente. Nell’incidente rimase gravemente ferito anche Armando Ignanniti, di Sapri. 

Il tragico incidente avvenne il 1 settembre 2010 sulla linea ferroviaria Salerno-Sapri, nel comune di Ispani. I due operai furono investiti da un carrello ferroviario mentre stavano effettuando dei lavori di manutenzione sui binari. Il 35enne napoletano morì sul colpo, mentre il 41enne saprese venne trasferito in gravi condizioni di salute all’ospedale di Sapri. 

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